Grazie a Trump i cacciatori potranno uccidere anche cuccioli di orso e lupo

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L’allentamento delle restrizioni alla caccia di animali selvatici negli Stati Uniti, e in modo specifico nelle riserve dell’Alaska, sta per diventare realtà. Se ne parlava da tempo, ma ormai è solo questione di pochi giorni: come annunciato dall’Anchorage Daily News (che ha potuto visionare in anteprima la documentazione) e da USA Today, infatti, le agenzie federali National Park Service e US Fish and Wildlife Service introdurranno le modifiche al regolamento, che permetteranno ai cacciatori di massacrare e intrappolare gli animali con tecniche barbare e anacronistiche.

Grazie alla revoca delle restrizioni, ad esempio, si potrà dare la caccia agli orsi neri direttamente all’interno delle tane, dalle quali potranno essere fatti uscire con l’ausilio della luce artificiale. Sarà dunque possibile attrarli a tradimento, per poi ucciderli a sangue freddo. Potranno essere impallinati anche le mamme con i cuccioli, rendendo l’attività ancor più spietata. Ai cacciatori sarà permesso di usare esche – come cibo saporito – per attirare e uccidere gli orsi, sia quelli bruni che quelli neri. Potranno sparare anche a lupi e coyote, cuccioli compresi. Inoltre si potranno ammazzare i caribù mentre attraversano un fiume a nuoto, facendo fuoco da battelli a motore come novelli John Rambo della foresta. Per la prima volta potranno inoltre essere uccisi gli orsi bruni con le esche presso il Rifugio Faunistico Nazionale del Kenai.

Quelle indicate sono solo alcune delle nuove “opportunità” che dovrebbero essere introdotte per chi si diverte a uccidere animali selvatici. Con un colpo di spugna, dunque, verranno rimosse tutte le restrizioni introdotte nel 2015 dal presidente americano Barack Obama per proteggere la fauna selvatica e l’ambiente. L’obiettivo era tutelare principalmente i predatori, al fine di mantenere gli equilibri dei delicati ecosistemi dell’Alaska. Già nel 2018 il presidente Donald Trump aveva firmato la revoca di alcune di queste restrizioni, e dopo 2 anni le agenzie federali sono passate ai fatti, sollevando l’indignazione delle organizzazioni ambientaliste statunitensi e internazionali. “L’amministrazione Trump ha raggiunto in modo scioccante un nuovo minimo storico nel trattamento della fauna selvatica. Permettere l’uccisione di cuccioli di orso e di lupo all’interno dello loro tane è barbaro e disumano”, ha sottolineato a USA Today il dottor Jamie Rappaport Clark, presidente dell’organizzazione “Defenders of Wildlife”. “Non ci vuole nessuna abilità o capacità per attirare gli orsi con le ciambelle e sparare ai caribù dai motoscafi”, gli ha fatto eco Ben Williamson, direttore del programma World Animal Protection US. “L’uccisione di animali per divertimento o sport non solo causa sofferenze inaudite alla fauna selvatica, ma minaccia interi ecosistemi e habitat naturali”, ha aggiunto l’ambientalista.

Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Secondo il senatore repubblicano dell’Alaska Dan Sullivan, la revisione dei regolamenti era necessaria, “non solo per una questione di principio, ma per una questione di diritti degli Stati”, riporta il The Guardian. Tra le ragioni citate, il fatto che Obama avrebbe imposto i divieti senza consultare i comitati di tribù che si sostengono con la caccia di animali selvatici. Per la Tanana Chiefs Conference, Obama avrebbe minacciato “pratiche di gestione sostenibile che vanno avanti da secoli”. Ma per Jesse Prentice-Dunn, direttrice del Center for Western Priorities, queste modifiche “incredibilmente crudeli” rappresentano solo “l’ultimo di una serie di sforzi per ridurre le misure a tutela della fauna selvatica americana, per le volontà delle compagnie petrolifere e dei cacciatori di trofei”. Non a caso, in base a quanto riportato dal Washington Post e dalla CNN, il presidente Trump avrebbe dato mandato al segretario dell’agricoltura di cancellare le restrizioni sul disboscamento di una delle foreste più grandi e importanti del pianeta, la Tongass National Forest, riattivando al contempo le concessioni per la costruzione di strade, miniere e industrie in un luogo incontaminato.

I leader politici dell’Alaska approvano le modifiche introdotte dall’amministrazione Trump, poiché grazie ad esse si potranno “ampliare le opportunità ricreative e la gestione dello stato nel magnifico Rifugio Kenai, avvantaggiando sia l’Alaska che i turisti”. A rimetterci per la nostra avidità, come sempre, saranno sempre gli animali e l’ambiente.

Andrea Centini per FANPAGE

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