Ha vinto ” Bella ciao”.

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No, non ha vinto il Pd.

Come avrebbe potuto vincere? Cosa ha detto di nuovo? Niente!

Ha vinto certamente un buon governatore e la gente emiliana che non si è lasciata ingannare da quattro chiacchiere e infinite menzogne di un mediocre aspirante tiranno.

Ha vinto soprattutto l’antifascismo, il rifiuto della demagogia, della violenza, dei duci travestiti da capitani, dell’uomo solo al comando che salva il mondo. Hanno vinto le Sardine.

Ha vinto in Emilia, non altrove.

Da qui occorre ripartire.

L’antifascismo è fondamentale, ma non basta. In Italia la destra, quella peggiore è e resta fortissima. Ha sposato con l’inganno la disperazione grande dei piccoli centri abbandonati a se stessi, delle periferie degradate, di un Sud che non vede più futuro, di parte dei ceti medio piccoli impoveriti da una crisi oramai eterna.

A questo grande popolo in crisi non basta “Bella ciao”. Ha bisogno di idee, di proposte credibili di futuro, di presenza, di chi dialoghi con rispetto con i suoi problemi e le sue paure, di chi materializzi un’alternativa all’egoismo sociale e al rancore su cui ha lavorato la destra autoritaria.

E che lo faccia presto, prestissimo.

La battuta d’arresto di Salvini deve far gioire ma serve innanzitutto per riprendersi il tempo e lo spazio per costruire un nuovo futuro, immaginare l’avvenire. Ora, perché rimandare sarebbe errore fatale.

Il risultato elettorale ci consegna un paese che ha bisogno di risposte nuove. Un paese con un governo privo di legittimità. La sua principale stampella, il Movimento 5 Stelle, è il fantasma di se stesso. Le sue politiche contengono e mantengono quelle della destra salviniana, obbediscono a quel modello neo liberista che ha impoverito l’Italia e il mondo intero.

Prima o poi si tornerà alle urne. Più prima che poi.

E se “Bella ciao” vorrà far sentire il suo canto di libertà e di speranza, non può essere solo sacrosanta resistenza. Deve crescere e farsi protagonista, sporcarsi le mani, assumersi la responsabilità di indicare un nuovo futuro trasformando radicalmente l’offerta politica esistente e creandone di nuova.

silvestro montanaro

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