I figli sono solo delle donne

Ti ho visto per strada eri con una donna e dei bambini che non erano nostri

Ti ho visto in una casa dove dici di non abitare. In una macchina che non hai. In un ufficio che non era tuo parlare al telefono. Ti sistemavi il colletto della camicia inamidata con l’ indice e il pollice

Non ti preoccupare, sei sempre in ordine

Ti ho visto al ristorante, avevi un maglioncino azzurro con degli scudieri all’altezza del cuore, ridevi

e io che pensavo di averti portato via tutto

Potremmo stare bene io e te anche se non ci amiamo più. Non io. Non tu. Ma noi. Con la n maiuscola.

In mezzo i nostri ragazzi.

Ti ho visto fuori dalla scuola mentre aspettavo i nostri figli. Portano il tuo cognome mica il mio. Ma non eri tu. Mi sono sbagliata. Era un altro padre.

Ti ho visto in coda a fare la spesa, tirare fuori il portafoglio, gustare tranquillo un gelato, attraversare la strada, avevi lo sguardo fiero. Ho fatto un cenno, sono io quella che amavi

Non mi hai riconosciuta.

Io sono quella che si è fatta scialuppa involucro inverno estate notte giorno verdure corsa risposte mutuo concime letame asse conca vuoto pieno muro spalla respiro

Sono quella che tiene i figli per mano e li considera ancora nostri.

Penny

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