I miei confini

Ho avuto la fortuna di attraversare molti confini. Non solo quelli di terra, ma anche quelli dell’anima.

All’arrivo ai primi, mi è sempre battuto il cuore. Andavo altrove in terre sconosciute, popolate di altri. Ho incontrato, infatti, gente che parlava lingue diverse dalla mia, che aveva colori di pelle differenti, usanze e credi lontani dai miei. La scoperta più grande e più bella è stata, però, che erano niente altro che altre donne e altri uomini e che i loro bisogni, desideri e sogni erano gli stessi che portavo nel mio cuore. A separarli e separarci erano linee, sempre arbitrarie e sanguinose, tracciate dall’egoismo interessato di pochi potenti per dividere esseri umani da altri esseri umani per meglio dominarli.

I confini più difficili da attraversare sono sempre stati quelli dell’anima. Fare i conti con se stessi è la cosa più difficile per quello strano essere che è l’uomo. Il bene e il male. La presunzione di essere sempre nel giusto e che il male, l’orrore, siano sempre e solo di fronte a noi e a noi esterni. La grande bugia che domina l’esperienza umana e che ha insanguinato, oltre ogni limite immaginabile, la sua povera vicenda.

In nome di questa folle logica bandiere che pretendevano di essere immacolate si sono rese protagoniste di bagni di sangue e stermini. Tra le specie animali solo l’uomo è capace di genocidio e ne ha commessi tanti. Interi popoli sono stati eliminati in nome del “Bene” e di una giusta causa.

L’uomo ha poi asservito metà della sua popolazione rendendola schiava di ogni suo capriccio. Le donne sono le vittime millenarie di questa sua orgia di potere. La sete di potere e la paura dell’altro, del diverso, hanno eretto muri infernali e imposto squallide regole a ogni libera espressione persino dell’amore quando, invece, l’unica vera regola era la libertà di ognuno e ognuna.

Per questo, oggi, non mi arrendo alla ferocia dei nostri tempi che prova a vanificare ogni conquista delle donne e degli uomini nell’affrontare questa tragedia. Non mi arrendo a chi pretende di ripristinare e fortificare superiorità prepotenti e ingiuste. A chi vorrebbe asservirci alla logica meschina del prima noi dimenticando volutamente che gli unici noi che contano sono tutte le donne e tutti gli uomini e il loro desiderio universale di pace e di giustizia. Non mi arrendo a chi crudelmente fa dell’altro il nemico e non vuole fare i conti con il nemico che abita dentro la sua anima.

Mi illumino di ogni sorriso, di ogni gesto d’amore, del canto silenzioso di chi ogni giorno tira la carretta della vita, di chi sogna e si batte per un po’ di umana felicità. Il colore della loro pelle, i loro abiti, le loro preghiere colorano la vita nella loro straordinaria diversità che ne è la più grande ricchezza.

I miei confini guardano il cielo.

 

Silvestro Montanaro

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2 Responses

  1. Marco De Rosa ha detto:

    Ottimi articoli….serii…m

  2. donatella ha detto:

    l’unica risposta possibile al predominio della “democratura” è riuscire ancora ogni giorno ad attraversare i confini, quelli geografici anche, ma soprattutto quelli dell’anima

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