I PADRONI DEL MONDO CONTRO LA RIFORMA AGRARIA IN SUDAFRICA

“Ho chiesto al Segretario di Stato Mike Pompeo di analizzare attentamente i sequestri di terre e fattorie, gli espropri e le uccisioni su larga scala di imprenditori agricoli in Sudafrica. Il governo sudafricano sta sequestrando terreni appartenenti a coltivatori bianchi”, ha minacciosamente affermato il presidente americano Donald Trump attaccando il progetto di riforma agraria allo studio da parte del governo del Sudafrica.
Pretoria non ha fatto attendere la sua reazione. “Il Sudafrica respinge totalmente questa versione meschina della nostra politica che vuole solo riprecipitarci in un passato di lacerazioni sanguinose “, ha affermato il governo sudafricano, ribadendo che la sua riforma agraria sarà giusta e inclusiva.
Anche Julius Malema, leader dei Combattenti per la libertà economica, sostenitori di questa riforma, ha reagito. “Non occuparti degli affari sudafricani! Non abbiamo paura di te “, ha intimato al presidente americano, definendolo un” bugiardo patologico “.

Questa polemica ha colpito immediatamente la moneta sudafricana, il Rand ha perso fino al 2% nella mattinata di giovedì 23 agosto contro il dollaro USA, prima di riprendersi.
Cyril Ramaphosa, il presidente sudafricano, salito al potere all’inizio del 2018, ha promesso di accelerare la riforma agraria per riparare la grave ingiustizia storica commessa contro la maggioranza nera durante il periodo coloniale e l’apartheid, ufficialmente abolito nel 1994. La riforma mira a correggere gli squilibri nella proprietà agraria in Sud Africa, dove la minoranza bianca (8% della popolazione) possiede il 72% delle fattorie, mentre gli africani che sono l’80% della popolazione ne posseggono solo il 4%. Un’evidente ingiustizia.
L’intenzione del governo sulla questione è quella di espropriare i grandi agricoltori senza procedere a compensazioni. Una misura che richiede la modifica della Costituzione e, per ora, il progetto non è ancora stato implementato. Gli agricoltori bianchi temono una ripetizione delle violente espulsioni ordinate nei primi anni 2000 nel vicino Zimbabwe dal regime dell’ex presidente Robert Mugabe. Una parte della minoranza bianca denuncia anche la violenza che gli agricoltori bianchi subiscono regolarmente nel paese.
Una questione molto controversa. Tra il 2016 e il 2017, 74 coltivatori sono stati uccisi in Sud Africa. Quasi tutti bianchi, secondo l’organizzazione AfriForum, che difende questa minoranza. Ma l’organizzazione è stata accusata di diffondere bugie e falsi allarmi pur di ottenere all’estero, innanzitutto dal governo americano, sostegno ai loro assurdi e ingiusti privilegi.

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1 Response

  1. donatella ha detto:

    per capovolgere simili situazioni servono azioni non violente, se la riforma lo è, avrà successo

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