Il decreto insicurezza

Fino all’autunno del 2018 i migranti che arrivavano in Italia e richiedevano asilo potevano ottenere tre tipi diversi di protezione: lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria e la protezione umanitaria, la più diffusa in Italia. Negli ultimi 5 anni quasi un migrante su due riceveva un diniego alla protezione, quelli che, invece, ottenevano asilo nel 25% dei casi ricevevano la protezione umanitaria. Dal 1 dicembre 2018, con l’entrata in vigore della legge n 132 “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica”, il governo italiano ha stretto le maglie dell’accoglienza abolendo per i migranti la possibilità di ricevere proprio la protezione umanitaria. Secondo l’analisi dei dati elaborati da Ispi, l’Istituto di studi politici internazionali, a causa della nuova legislazione entro la fine del 2020, cioè in soli due anni, il numero degli irregolari aumenterà del +26% arrivando a 670mila. Il nuovo regolamento ha portato molta preoccupazione tra i migranti che non potranno rinnovare i loro permessi umanitari o convertirli in permessi di lavoro. “Con più irregolari – spiegano gli esperti – si produrrà più insicurezza, marginalità sociale e quindi potenziale criminalità”.

da FANPAGE

 

Segnalazioni, a cura di Sergio Falcone

 

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