EDITORS NOTE: Graphic content / A truck carrying a family, wounded following a Turkish airstrike on a village in the Afrin district, arrives on January 28, 2018, at the Afrin hospital. Turkey launched operation "Olive Branch" on January 20 against the Syrian Kurdish People's Protection Units (YPG) militia in Afrin, supporting Syrian opposition fighters with ground troops and air strikes. / AFP PHOTO / George OURFALIAN

Il governo italiano sta tradendo la Costituzione. Stop immediato alla vendita di armi alla Turchia

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.”

Così recita l’articolo 11 della nostra Costituzione e tanto basterebbe per mettere immediatamente fine alle nostre vendite di armi alla Turchia che invade un paese martoriato e fa strage del popolo curdo

«L’esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere».

Questo il testo della legge 185/1990 in vigore nel nostro paese e violata dalla non interruzione delle nostre vendite di armi alla Turchia.

Germania, Norvegia, Olanda hanno già sospeso ogni affare in armi con l’esercito del satrapo di Ankara. Il governo italiano, no.

Solo ipocrite condanne dell’aggressione in corso ai curdi. Chiacchiere che suonano tradimento a ogni buon senso e alle proprie stesse leggi.

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http://chng.it/8s55v6GS

 

silvestro montanaro

 

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