IL MASSACRO DELLE RAGAZZE SEQUESTRATE IN NIGERIA. ” Ci avete tradito…”.

Ricordate la campagna internazionale per salvare le studentesse nigeriane sequestrate dai guerriglieri di Boko Haram in Nigeria? Scese in campo la crema del mondo dell’arte e della cultura internazionale. Michelle Obama ci mise la faccia lasciandosi fotografare all’interno della Casa Bianca con un cartello in cui era scritto “ fate tornare a casa le nostre ragazze “.
Il governo nigeriano ne riuscì a liberare tante e il mondo si sentì in pace con la propria coscienza. E invece…

Migliaia di donne e ragazze nigeriane, sopravvissute ai sequestri del gruppo terrorista Boko Haram, sono state poi sottoposte ad ogni tipo di abusi da parte delle forze di sicurezza del governo nigeriano che si erano vantate di averle salvate.
Lo denuncia Amnesty International in un drammatico rapporto titolato : “ Ci avete tradito” .
Il documento accusa l’esercito nigeriano e La Forza Speciale Civile , una milizia che collabora con i soldati governativi, di aver nuovamente strappato queste donne alle famiglie e di averle confinate in remoti campi di concentramento dove sarebbero state sistematicamente stuprate, ricattandole con la minaccia per fame.
Amnest, inoltre, denuncia di aver raccolto più prove che dimostrano che, dal 2015 ad oggi, migliaia di persone, fuggite dai territori occupati da Boko Haram, sono morte di fame nei campi profughi nello stato di Borno nel nord-est della Nigeria.
“E’ allucinante che persone che già avevano sofferto le crudeltà dell’organizzazione terrorista, abbiano dovuto poi persino morire a causa del comportamento dei militari nigeriani”, dice Osai Ojigho, direttore di Amnesty Iinternational in Nigeria.
“Invece di ricevere protezione dalle autorità, donne e ragazze sono state costrette a subire lo stupro per non morire di fame”, aggiunge.
Secondo Amnesty gli abusi sembrano essere parte di una campagna di persecuzione contro chiunque abbia avuto qualcosa a che fare con Boko Haram.
Nel rapporto dell’organizzazione non governativa si legge, infatti, la testimonianza di tante donne e ragazze che affermano di essere state picchiate e chiamate “mogli Boko Haram” dagli agenti dei servizi di sicurezza,che i soldati e membri della milizia pro governativa hanno fatto uso della forza e delle minacce, in molti casi approfittando della fame, per costringerle ad essere loro schiave sessuali a disposizione in ogni momento. Amnesty sostiene inoltre che le persone confinate nei campi profughi sarebbero state volontariamente abbandonate a se stesse dai rappresentanti del governo. Sarebbe mancata ogni assistenza alimentare dall’inizio del 2015 fino a metà 2016, quando l’assistenza umanitaria è aumentata. Solo nel campo dell’ospedale di Bama, a causa di questo trattamento, sarebbero morte centinaia, forse migliaia di donne, uomini e bambini. Di fame.

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