July 11, 2017 - Rome, Italy, Italy - The press conference of Matteo Salvini, leader of the Northern League party meets the media at the Foreign Press Association headquarters in Rome. (Credit Image: © Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire)

IL MINISTRO DELLA PAURA ATTACCA LE ISTITUZIONI

E’ ora di smetterla.
Non è più tollerabile un ministro degli interni, un uomo delle istituzioni, che le istituzioni dovrebbe proteggere e invece passa il suo tempo ad attaccarle.
Più istanze giudiziarie hanno valutato che il suo partito ha frodato le casse dello Stato, appropriandosi di ben 49 milioni di euro. Soldi di tutti noi. Ci saranno altri gradi di giudizio, ma intanto è lecito che lo Stato si tuteli, tuteli l’interesse si ciascuno di noi, mettendo sotto sequestro il maltolto e provando a recuperarlo. Se ciò non accadesse, saremmo di fronte ad un autentica violazione delle regole a solo favore dei potenti di turno. Ed è penoso e rivoltante parlare di questo episodio affondandolo in un opaco passato. E’ il partito di cui il ministro fa e faceva parte ad essersi reso responsabile di un gravissimo reato. E in quanto segretario di quel partito, il ministro non può continuare a prenderci in giro raccontando di persecuzione per fatti del passato. Di quel passato faceva parte e quei soldi sono serviti anche alle sue attività. Altrimenti denunci Bossi, come farebbe un galantuomo con la coscienza a posto.
Altrettanto lecita e dovuta la richiesta del tribunale di Palermo a quello dei Ministri perché valuti l’ipotesi che nel caso dei profughi a bordo della nave della nostra Guardia Costiera Diciotti siano stati commessi reati perseguibili a norma di legge. Non è una sentenza, ma procedura normale e dovuta a fronte di accadimenti gravi come l’aver trattenuto per dieci giorni e indebitamente centinaia di richiedenti asilo usandoli per una improbabile trattativa politica con altri paesi europei.
Strepitare e urlare, invocare che “il popolo è con me” puzza di cultura golpista lontano un miglio. Affermare che dei non eletti, cioè i magistrati, perseguono un eletto dal popolo, ha lo stesso sapore e suona demagogia e ignoranza totale del nostro ordinamento costituzionale. I politici vanno e vengono, la magistratura resta. E’ un’istituzione. Fortunatamente. Altrimenti sarebbe barbarie. E spero che il Presidente Mattarella faccia sentire forte e chiara la sua voce in proposito visto che il segno è stato ampiamente passato.
Mandare blindati e polizia a prelevare un gruppo di profughi presso un centro medico è fatto inumano e viola ogni dignità di quelle persone. Non sono fuggitivi, sono profughi, esseri umani con le loro storie. Una volta identificati, sono liberi in base alle leggi vigenti. Affermare che hanno rinunciato a vitto e alloggio, quindi non erano bisognosi, è solo volgare e vergognoso. Se il ministro leggesse i dossier sul suo tavolo, se davvero lavorasse, invece di passare tutto il tempo tra facebook, processioni, comizi, feste e quanto altro, scoprirebbe che quei profughi, in grandissima parte eritrei, sono fuggiti dall’inferno, hanno attraversato altri orrori, con il solo scopo di trovare un destino diverso accanto ai loro familiari che risiedono in altri paesi europei. In Italia non hanno alcuna voglia di restare. E’ stata l’ennesima inumana dimostrazione di forza, ai confini dell’abuso di potere, contro povera gente. L’ennesimo spot elettorale.
La campagna elettorale è finita da un pezzo. La smetta signor ministro di calpestare umanità e istituzioni. E restituisca il maltolto.

 

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