Il razzismo colpisce i bambini

 

Ieri, a Roma, un ragazzino di dodici anni, figlio di due ingegneri egiziani che lavorano in Italia è stato pestato a sangue da una banda di ragazzi più grandi. Ora è ricoverato in ospedale. La sua colpa? Essere egiziano….E’ la terza volta che subisce un pestaggio per questo motivo.

A Melegnano un ragazzino senegalese adottato da una famiglia italiana si è ritrovato, dopo altri episodi di violenza nei suoi confronti, una svastica sotto casa e la scritta ” ti ammazziamo, negro”.

In una scuola elementare a Foligno un bambino è stato messo in un angolo e gli è stato proibito di mostrare il volto al suo maestro e ai suoi compagni di classe mentre il suo insegnante lo indicava agli alunni come una mostruosità. ” Non guardatelo. Avete visto come è brutto?”. La bruttezza in questione era il colore nero della sua pelle. Il maestro ha parlato di esperimento sociale, ma per quel bambino e i suoi compagni di classe è stata solo violenza.

Oramai è un crescendo. Un’onda sporca di violenza che non risparmia niente e nessuno, neanche i ragazzini.

Una vigliaccheria sociale che affonda le radici nel racconto razzista di chi ha contrapposto poveri a poveri, disperati a disperati. ” Se ne tornino a casa loro!”, ” Ci rubano il lavoro e i soldi “….Una barbarie che si è introdotta persino nelle scuole con le odiose pratiche discriminatorie sulle mense e i bus scolastici. Ricordate? ” Devono dimostrare che non hanno beni nei loro paesi natii, se vogliono usufruire gratuitamente di certi servizi”. Come può dimostrare il suo essere povero chi proviene da un paese in guerra o dove non esiste l’anagrafe? E un ricco verrebbe mai nel nostro paese per vedersi umiliare? Si è trovata alla fine una soluzione, ma intanto era stato seminato veleno, sospetto, odio.

Questi episodi gravissimi rischiano di moltiplicarsi visto che chi dovrebbe garantire costituzionalmente la sicurezza di tutti è invece il capostipite della campagna di odio e infamia verso chi è diverso per il solo colore della pelle.

Occorre una risposta chiara e netta delle istituzioni, innanzitutto della Presidenza della Repubblica. E di tutti noi.

L’Italia non può divenire il Sudafrica dell’Apartheid !

 

Silvestro Montanaro 

 

 

 

 

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