IL TEMPO DEI NUOVI BARBARI. India: prima gli indù

In India oramai nazionalismo e identitarismo dilagano minando alle fondamenta la più grande democrazia del mondo.
Il partito indù Bjp al governo del paese, e in particolare il primo ministro Narendra Modi, si preparano ad inaugurare una statua di 182 metri dedicata al leader indipendentista Sardar Patel. Il Bhudda del Tempio della Primavera in Cina, finora il monumento più alto del mondo, con i suoi 128 metri, perderà così il suo primato di monumento più alto del mondo. La Statua della Libertà a New York ne misura soltanto 93.
I lavori sono iniziati nel 2014 e costano 30 miliardi di rupie, cioè 430 milioni di dollari. Circa 2.500 lavoratori, tra cui centinaia venuti dalla Cina, si sforzano di completare il progetto entro il 31 ottobre, giorno della nascita di Patel.
Vallabhbhai Patel, noto come Sardar Patel, è uno degli eroi della creazione della repubblica indiana, esponente della destra, fu collaboratore di Jawaharlal Nehru nel suo primo governo. Gli induisti nazionalisti hanno fatto di quello che fu soprannominato “l’uomo di ferro dell’India”, per i suoi modi spicci nell’imporre ad ogni angolo del paese le regole della nascente nazione indiana, il simbolo dell’Unità del paese e della sua identità, costi quel che costi.
Il partito nazionalista ha vinto quattro anni fa le elezioni, promettendo sviluppo e occupazione. Promesse vanificate dalla crisi internazionale, da progetti sbagliati e corruzione. Ora che si avvicinano nuove scadenze elettorali, l’arma del nazionalismo e dell’identità indù, viene spesa nel tentativo di non perderle.
Una commissione è stata messa al lavoro dal governo per provare che gli indù sono i diretti discendenti dei primi abitanti dell’India. E quindi che l’India e gli indù sono i soli titolari di vera cittadinanza nel paese. Ciò significherebbe mettere ai margini della vita sociale e politica circa 200 milioni di musulmani e 30 milioni di cristiani. Un nugolo di importanti leggi già privilegia i soli indù.
Alcuni esponenti indù sono arrivati a proporre una sospensione del diritto al voto per i musulmani. Altri hanno affermato che “musulmani e cristiani andrebbero forzatamente sterilizzati per bloccare la loro crescita demografica che rappresenta un pericolo per gli indù”. Altri ancora che andrebbero espulsi dal paese.
La stampa critica delle posizioni governative è stata ribattezzata con lo spregiativo termine di “presstitute” dalla fusione della parola “press” (stampa) e “prostitute” (prostituta).
A settembre scorso la giornalista Gauri Lankesh e’ stata assassinata davanti casa sua a Bangalore, nello stato meridionale del Karnataka. Era famosa per il suo impegno contro le caste, la politica nazionalista indù e la persecuzione delle minoranze.

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