La voce del padrone

E’ il tempo delle iene al potere e Libero punta minaccioso il dito contro il migrante sudamericano morto affogato nel fiume di confine con gli Stati Uniti. ” Che padre è questo? Questo clandestino ha fatto morire la sua bambina”.

Oscar e la sua piccola Valeria fuggivano da El Salvador. Un paese famoso per le sue spiagge sull’Oceano Pacifico, le tante zone adatte al surf e i panorami di montagna. Una meta per turisti. Una terra crudele e infame con i propri figli.

Tutta la terra nelle mani di pochi latifondisti e al servizio di grandi compagnie dell’ortofrutta americane. Gente senza scrupoli, capace da sempre di ogni orrore pur di mantenere il proprio potere e incrementare la propria ricchezza sulla miseria cui è condannata la gran parte della popolazione. Un massacro dopo l’altro. Persino di poveri preti colpevoli di star dalla parte della povera gente. In El Salvador è stata uccisa ogni speranza di cambiamento. E’ un inferno. E dall’inferno si fugge.

Un giornalismo serio punterebbe il dito contro le vere cause della fuga da tante aree del Sudamerica. Farebbe i nomi degli assassini di sempre. Inviterebbe a capire che solo affrontando le radici crudeli delle grandi fughe in ogni angolo del pianeta sarebbe possibile venire a capo dei flussi migratori del nostro tempo. Denuncerebbe l’ingiustizia che domina il mondo. Starebbe dalla parte di Oscar e Valeria. Di tutti gli Oscar e le Valeria del mondo. Perché questo fa il vero giornalismo. Racconta la verità ed è voce di chi non ha voce.

Esistono poi i bollettini dei padroni del mondo. Le biro al servizio dei prepotenti. Pronte a celebrare la verità di sempre dei tiranni. I poveri non facessero rumore. Testa china e lacrime in silenzio.

 

Silvestro Montanaro

 

 

 

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