Immigrazione. Ci hanno preso per i fondelli!

L’emergenza immigrazione è una bufala. Non c’è nessuna possibile invasione.

Lo raccontano i numeri che nella loro freddezza parlano chiaro.

C’è una cifra intorno alla quale ci si accapiglia da tempo. 600.000. Tanti sarebbero, secondo alcuni capitanati dal leader della Lega, i cosiddetti clandestini in Italia. Stesso numero quelli che dalla Libia vorrebbero spostarsi in Italia e in Europa. Una doppia menzogna che è stata utile a ingannare il nostro paese e la sua gente, scatenando panico e paure ingiustificate.

Sono le stesse cifre del ministero degli interni a smentire i numeri folli di Salvini. I “clandestini in Italia non sarebbero più di 90.000. Un problema gestibile se nel nostro paese ci fosse una seria politica rispetto alle migrazioni.

E dalla Libia si prospetta la minaccia di un’invasione, per giunta islamica?

Neanche a parlarne. Il flusso dei barconi è in vertiginosa diminuzione da due anni, quindi ben prima dell’arrivo del ministro della paura. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a una polemica feroce su 5 o 6 salvataggi di forse meno di 600 persone. Ridicolo. Ha funzionato il lavoro sporco assegnato dal nostro governo alla Guardia Costiera libica? Neanche per idea. Anche lì le cifre dei “salvataggi” riguardano solo qualche migliaio di persone. La verità è che dalla Libia oramai non si parte e non perché ci sia timore a farlo, ma semplicemente perché il numero di chi vorrebbe farlo è drasticamente diminuito.

La prova? Nei centri di detenzione ufficiali del governo libico ci sono poco più di 5.300 persone. Un numero che non rappresenta certo una minaccia. Si stima che in quel paese gli immigrati siano molti di più, ma queste stime raccontano che in gran parte si tratta di egiziani o ciadiani, cioè quelli che da sempre vanno a lavorare in Libia e non hanno alcuna intenzione di salire su un gommone.

Ci hanno raccontato solo bugie e continuano a farlo giocando sulle paure della nostra gente e sulla pelle dei disperati in fuga da miseria e guerre in Africa.

L’ondata degli anni passati era figlia della guerra “umanitaria” in Libia e di avventure neocolonialiste in Costa d’Avorio, Mali, Sudan del sud. Non di presunti piani di sostituzione etnica in Europa o di organizzazioni fintamente umanitarie ma in realtà schiaviste e dedite al traffico di esseri umani. Quelle hanno solo salvato vite umane, mentre chi doveva farlo pensava solo ai propri interessi di bottega.

Chi ha voluto quella guerra ha distrutto un paese la cui ricca economia assorbiva due milioni e mezzo di africani. Il nostro sostegno alle bande libiche che controllano l’area degli interessi petroliferi dell’Eni ha consentito a un pugno di criminali il grande business dei traffici di carne umana. Per questa gente gli africani sono nemici che sostenevano Gheddafi e la cui vita vale solo i soldi che è possibile tirarne fuori.Le partenze dei barconi, fateci caso,  avvenivano e avvengono da aree controllate dal governo che in Libia foraggiamo.

La verità, disumana e spaventosa, è che finanziamo assassini e trafficanti, spesso islamici, per difendere i nostri interessi energetici. Accettiamo lo schifo dei lager libici, i suoi orrori, per un pugno di soldi e di potere.

Una comunità internazionale fedele alla sua esibita civiltà avrebbe messo fine da tempo a questa melma. Sposterebbe i migranti in un paese limitrofo rispettoso dei diritti umani. Farebbe lì le valutazioni su chi può venire da noi e chi no. E soprattutto libererebbe tante ragazze e ragazzi da torture, stupri e schiavitù. Questi ragazzi, in grandissima parte, vogliono solo tornare a casa. Ma questa comunità internazionale e i suoi leader, i nostri in testa insieme ai francesi, sono solo interessati alla sanguinosa spartizione del bottino energetico della sponda mediterranea dell’Africa.

 

silvestro montanaro

 

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1 Response

  1. gabriella carnino ha detto:

    Chi si informa già lo sa, chi sostiene di non sapere non ci vuole credere, ha la testa ed il cuore addomesticati dalle informazioni date dai fomentatori che abbiamo ed hanno fortemente voluto al governo.
    E’ disperante ma temo serva a poco continuare a scriverlo. Io comunque condivido: non si sa mai.
    Grazie Silvestro per tutto ciò che fai.

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