In Messico le mafie uccidono più del coronavirus. Assassinata un’altra giornalista

I NARCOS uccidono più del Covid-19. Lo confermano i dati che indicano il mese di marzo come il più letale in Messico da quando è stato creato il registro sulle vittime della violenza. Sono 2.585, un record. L’ennesimo. L’ultima assassinata è una giornalista di Veracruz, Stato che si affaccia sul Golfo. Si chiamava María Elena Ferral. Due sicari a bordo di una moto l’hanno sorpresa mentre usciva da un ufficio notarile a Papantla, cittadina afflitta dalla guerra che i narcos combattono per il controllo dei territori. Colpita da otto proiettili, la cronista è stata portata in ospedale dove tuttavia è morta.

La Ferral era una giornalista nota nella regione. Aveva fondato e dirigeva un web di notizie, Quinto Poder de Veracruz, oltre a coprire le notizie per il Diario de Xalapa, e si occupava di crimine organizzato, corruzione tra la polizia, connivenze tra queste e il potere politico locale. Temi dominanti nella realtà messicana ma anche pericolosi per gli interessi che vai a toccare. Premiata con numerosi riconoscimenti, María Helena aveva avuto molte minacce in passato. Le autorità di Veracruz le avevano assegnato una scorta che era stata tolta nei giorni scorsi. I capi delle gang locali ne hanno approfittato e l’hanno freddata nel suo momento più debole. Classica vigliaccheria di chi si sente padrone del campo. Dal 2006 sono morti 100 giornalisti in Messico.

Messico, la giornalista María Elena Ferral assassinata dai narcos: a marzo record di omicidi

da REPUBBLICA

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