In Turchia mettono in prigione la cultura

Ahmet Altan, scrittore turco di fama mondiale, era stato appena scarcerato, il 4 novembre 2019, pur se condannato a 10 anni e mezzo di carcere con la ridicola accusa di aver “collaborato volutamente e intenzionalmente con un’organizzazione terroristica“.

Il 12 novembre 2019 è tornato in carcere a seguito del ricorso della procura contro la sentenza di scarcerazione.

Il 7 gennaio 2020 la Corte di appello di Istanbul ha confermato la condanna a ulteriori 5 anni e 11 mesi.

Dietro questa decisione non c’è altro che la volontà di punire ulteriormente una persona determinata a non restare in silenzio.

Quello che stanno facendo ad Ahmet Altan è un’ingiustizia. Lo scrittore turco è un prigioniero di coscienza e deve essere rilasciato immediatamente e incondizionatamente.

AMNESTY INTERNATIONAL

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