Incubo manipolazione sul voto europeo

Giorni fa è stato pubblicato un sondaggio in previsione delle prossime elezioni europee.

I dati emersi lasciano prevedere una pesante batosta per le due grandi formazioni che finora hanno governato l’Europa, cioè il Partito Popolare e i socialdemocratici. E un’avanzata prepotente del fronte sovranista, con in testa la Lega di Salvini che potrebbe divenire il primo partito in quanto a numero di deputati eletti.

Il fronte sovranista viene accreditato come il secondo gruppo parlamentare per numero di seggi nel nuovo parlamento europeo. Ad un passo dal poter essere il primo…

Questa la situazione, preoccupante, quando ancora la campagna elettorale non è partita.

Come sarà questa campagna elettorale? Inevitabilmente accesissima. E a rischio di più inquietanti manipolazioni.

Ne segnalo due, potenzialmente molto possibili.

Più vicende elettorali in giro per il mondo hanno portato alla vittoria di esponenti delle peggiori destre, spesso sconosciuti fino a mesi prima. L’esempio brasiliano è da questo punto di vista inquietante. E va tenuto ben presente essendo quel paese da sempre laboratorio di più avventure finanziare, sociali e politiche. Un ex capitano dell’esercito, senza programma alcuno se non la sua demagogia, un paria sconosciuto della politica carioca, è divenuto presidente. Ha potuto farlo grazie a una massiva manipolazione dei social media brasiliani. Si calcola che siano stati più di un milione e mezzo le notizie false messe in rete a suo favore. E in questa diffusione sono emerse le tracce dell’intervento della destra più retriva americana, Steve Bannon in testa, e di un uso manipolatorio dei media già denunciato dalle vicende Snowden e Wikileaks.

L’Europa, nella quale Steve Bannon ha piantato le tende, sarà esente da questa violazione sistematica delle regole democratiche? Assolutamente no. Ad oggi si intravvede il pericolo, ma non la soluzione capace di proteggere l’elettorato europeo da campagne manipolative.

L’Europa, Italia in testa, ha affidato le sue politiche migratorie alla Libia. In pratica ha inondato le bande armate di quel paese in sfacelo di soldi per trattenere quanti cercavano di raggiungere le nostre sponde. Ha così di fatto finanziato l’orrore dei lager del nuovo millennio con le loro pratiche a dir poco naziste e consegnato se stessa nelle mani dei peggiori criminali e dei loro possibilissimi ricatti.

Sull’onda di qualche barcone in arrivo, Salvini ha costruito la sua leggenda e il suo potere. E se ad aprile, il Mediterraneo tornasse ad affollarsi di barconi? Sì, se le bande provassero ad alzare il prezzo dei loro servizi con una nuova ondata migratoria, se qualche manina interessata le spingesse a tanto, cosa accadrebbe, cosa ne sarebbe della campagna elettorale europea?

Si griderebbe ancor più forte all’invasione, si cavalcherebbe l’onda irrazionale della paura e per i sovranisti, cioè per il fronte che più cinicamente non ha voluto nessuna soluzione vera ai problemi migratori, sarebbe vittoria schiacciante. E una sconfitta per l’Europa, il suo dissolvimento praticato dall’interno dagli amici europei di Steve Bannon. A lui, alle forze finanziarie speculative cui risponde, sarebbe consegnata una prateria di piccole nazioni sovraniste di cui fare un boccone solo.

 

Silvestro Montanaro

 

 

 

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1 Response

  1. donatella ha detto:

    Non penso si tratti di paura dei migranti, ormai, per i cittadini europei, piuttosto da un lato dell’atavico istinto del branco, quell’istinto che dovremmo riconoscerci dentro per poterne combattere gli effetti, e cioè quello che porta ad escludere e ad attaccare chi del branco non fa parte. In questo senso l’estraneo è una minaccia, in quanto sconosciuto o riconosciuto come diverso, infantimente, per il colore della pelle o parnoicamente, come fu per gli ebrei, anche per qualcosa di invisibile come l’appartenenza ad una discendenza che poteva mescolarsi, e si mescolava di fatto, senza apparire chiaramente.
    Da un altro punto di osservazione, la leva che quei movimenti populisti e nostalgico fascisti/nazisti usano è quella, facile, della cattiveria gratuita verso chi è più debole di noi. I deboli, i poveri, i diseredati possono essere eletti capri espiatori di tutto ciò che va male, che ci va male. Dalla disoccupazione al basso salario, alle varie disperazioni metropolitane, compresa quella di una democrazia svuotata di senso, per cui niente più serve a niente, lottare non serve. Allora prendersela con chi sta peggio di noi diventa l’unica chance, visto che contro lo strapotere di questo sistema fondato sugli affari e di cui siamo schiavi consumisti sembra non possiamo fare niente.
    A ben vedere è una lotta tra poveri.
    Questi sono i punti deboli cui certa propaganda sta mirando. E noi, quanto più vulnerabili siamo, tanto più beviamo quello che ci vien dato da bere.

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