Io sono antifascista

#iosonoantifascista
La porta di casa mia è aperta. Sempre.
Non metto barriere e non me ne sono mai pentita.
Sei come sei. Mi va bene così.
È un questo modo che ho imparato ad amare me stessa.
Come altro potrei fare?
Perché non importa cosa fai, da dove vieni, chi ami, se hai un figlio, tredici o non ne hai. Se sai di cumino, di pesto o di caffè.
Se sei sposata in Chiesa oppure il matrimonio ti sta stretto. Se preghi oppure no. Non importa. Se è il caso, se qualcuno non ce la fa, se rimane indietro, se va lento, io aspetto e la spalanco quella porta.
Io sono antifascista. E non trovo un modo per spiegarlo meglio.
Lo sono. E lo dico ai miei alunni. Spiego cosa vuol dire credere nel Fascismo. Cosa è stato e che colori porta con sé. Spiego che ancora oggi ci sono porte chiuse. E ci sono così tante restrizioni che alla fine chi sta dall’altra parte è solo o vive con quelli uguali uguali a lui. Ed è una tristezza. E una preoccupazione.
Quindi, la mia porta rimane aperta. E credo lo sarà per sempre. Non ho un altro modo di vivere o vedere le cose se non essere una donna antifascista.
Ma forse lo sapevate già.

Penny
Cinzia Pennati, scrittrice, insegnante e madre

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