IRAN: PROTESTA DI MASSA CONTRO GLI ABUSI SESSUALI

“ Mi sento male nel sapere che tutto quello che nel resto del mondo è considerato naturale e normale qui da noi è considerato un crimine. Penso che dovremmo celebrare i nostri brevi momenti di libertà e condividere queste piccole vittorie con gli altri… A nessuno di noi è stato chiesto di scegliere se volevamo essere coperte o meno».
«La neve tra i miei capelli non è un peccato. Peccato è lasciarsi umiliare dagli altri».
Sono le straordinarie voci delle ragazze e delle donne che parteciparono tempo fa alla protesta del velo chiedendo di poter essere libere di circolare per strada senza le imposizioni volute dagli ayatollah. Ora in Iran è decollato un nuovo movimento. E’ arrivato anche lì #MeToo. E In Iran vuol dire innanzitutto denuncia, per la prima volta e facendo a pezzi il tabù del silenzio imposto dal regime degli ayatollah, di un’infinita serie di abusi e di molestie.
“Venticinque anni fa sono stato sottoposto a violenza sessuale due volte. Fino ad ora non l’avevo detto a nessuno . Ora è tempo di parlare perché non accada ad altri”, twitta un ragazzo. ” In classe mancavano alcune sedie. Il nostro insegnante ci disse ‘vieni, stai vicino a me’. Lui ci faceva sedere sulle sue gambe e ci palpeggiava e ci baciava “, racconta un altro. “ Un insegnante ha violentato una mia compagna di classe. Era poco più che una bambina e lui l’ha messa in cinta. Poi con l’aiuto del clero locale risolse la cosa sposandola. La mia amica divenne la sua seconda moglie”, denuncia un altro ancora.
La protesta è iniziata quando è venuto alla luce quello che accadeva in una scuola secondaria di Teheran ad un folto gruppo di studenti.
“ Mia figlia da mesi era sempre nervosa e irritabile. Sembrava malata. La abbiamo portato dal dottore, ma niente poi un giorno, finalmente, ci ha raccontato tutto”, denuncia una madre. La sua figliola, come tante altre, era vittima di violenza sessuale da parte di un insegnante che la ricattava avendo girato filmati dei suoi abusi.
Alcune massime autorità religiose hanno promesso punizioni esemplari se l’inchiesta in corso confermerà l’accaduto, ma pochi, in Iran, ci credono. Troppi i casi di impunità, anche nel recente passato. Lo scorso gennaio, un giudice ha assolto Said Tusi, un famoso recitatore del Corano, delle accuse di aver abusato sessualmente di studenti sotto la sua custodia negli anni precedenti.
E così #MeToo dilaga tra la rabbia dei conservatori. Nelle reti, infatti, imperversa la loro truculenta risposta. “ E’ colpa vostra. Non volete portare il velo? Queste sono le conseguenze. Siete voi a provocare e a far scatenare il demonio nella testa degli uomini”.

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