LA CINA PRONTA A RISPONDERE ALL’ESERCITO SPAZIALE DI TRUMP

” La Cina deve abbandonare ogni illusione e sviluppare risolutamente le sue capacità per resistere all’egemonia statunitense nello spazio. Dobbiamo attribuire grande importanza a questa problematica e riconoscere che è una questione di vita o di morte per lo sviluppo futuro della Cina. Lo spazio esterno è il futuro dell’umanità e la Cina ha bisogno della propria chiave per lo spazio esterno. Assicurare che lo spazio esterno non sia dominato dagli Stati Uniti è l’interesse comune di tutti i cinesi “.

E’ questa la risposta di Pechino alla decisione americana di costituire un proprio esercito spaziale.
“È giunto il momento di scrivere il prossimo grande capitolo della storia delle nostre forze armate, per preparare il prossimo campo di battaglia su cui i migliori e i più coraggiosi d’America saranno chiamati a scoraggiare e sconfiggere una nuova generazione di minacce al nostro popolo, alla nostra nazione. È arrivato il momento di istituire la US Space Force”, ha detto il vicepresidente americano Mike Pence in un discorso ai militari al Pentagono.
Scott Kelly, veterano delle missioni spaziali della Nasa e inoltre ex pilota top gun della marina militare Usa, ha detto alla rete tv americana Msnbc: «Per me la domanda numero uno è: stiamo parlando di nuove capacità offensive nello spazio nelle armi spaziali? Alcune di queste cose sono limitate da trattati internazionali sottoscritti dagli Stati Uniti sin dagli anni ’60. Quindi non mi è chiaro quale sia lo scopo di questo nuovo ramo dell’esercito che sarà incredibilmente costoso e che aggiungerà burocrazia a un comparto già molto burocratizzato. E la mia grande preoccupazione è che lo spazio è stato finora un ambiente dove possiamo lavorare in modo pacifico con tutte le nazioni del mondo, e cambiarlo senza una ragione chiara a questo punto, come ho detto, è piuttosto difficile da capire».

L’esempio più immediato è la stazione spaziale internazionale, Iss, in nome della quale non è mai mancata la collaborazione fra grandi potenze anche quando sulla Terra la tensione raggiungeva livelli preoccupanti. Inoltre i costi delle imprese spaziali sono elevatissimi e richiedono l’alleanza fra nazioni: sono in molti a credere che l’uomo sbarcherà su Marte per colonizzarlo solo quando la missione sarà effettivamente mondiale e non di questo o quello stato.
Per l’amministrazione Trump, preoccupata dei progressi cinesi e russi in campo spaziale, invece lo spazio è un dominio di guerra, proprio come la terra, l’aria e il mare. Anzi è il futuro grazie alle enormi risorse da poter sfruttare e alle infinite possibilità di dominio della Terra per chi ne avesse il controllo.
“Molto presto andremo su Marte”, ha dichiarato Trump. “Non sareste andati su Marte se il mio avversario, Hillary Clinton, avesse vinto”.
La corsa folle agli armamenti, mai doma, è destinata a trovare nuovi pericolosi impulsi dall’apertura del fronte spaziale. Le minacce alla pace mondiale aumenteranno in modo esponenziale.

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