La Lega vuole fare della prostituzione una ricchezza nazionale

Quando penso alle profonde e dolorosissime ingiustizie che attanagliano nella loro morsa crudele il nostro mondo, mi vengono in testa uomini come lei, Attilio Fontana, governatore leghista della Lombardia.

Pochi giorni fa lei ha affermato che vuole regolamentare la prostituzione. Che per lei è la prostituzione è un fenomeno naturale visto che, secondo lei, esiste da sempre. Che non è giusto che questo fenomeno arricchisca mafiosi e poco di buono quando, invece,  potrebbe essere fonte di ricchezza legale.

Si è detto pronto a fare della lregolamentazione della compravendita “volontaria” dei corpi delle donne, ma non solo, uno dei pilastri dell’agognata, sempre da lei, autonomia della sua regione.

Devo confessarle che ho avuto un attacco di vomito nel leggere le sue dichiarazioni.

Non è la prostituzione a esistere da sempre. E’ un’altra cosa, mi creda.

Esiste da sempre l’oppressione dell’uomo sull’altro uomo. E dentro di essa, la pagina più orrenda è quella dell’oppressione degli uomini nei confronti delle donne. Il loro volerle serve, schiave dei propri voleri e bisogni. Strumenti del proprio piacere.

Le donne sono sempre state bottino del vincitore. Come le cose. Alla soldataglia venivano accordati, dopo la conquista di una città, alcuni giorni di libero saccheggio. E di stupro. Il destino della parte femminile degli sconfitti era la schiavitù, innanzitutto quella sessuale.

Pensare  che una donna possa liberamente scegliere di essere una cosa nelle mani degli appetiti di sconosciuti è poi credenza cinica degli uomini peggiori. Quante ne ha incontrate di donne, governatore Fontana, che liberamente, per propria volontà, si prostituiscono? Ha mai parlato, per davvero, con una di loro?

I marciapiedi delle nostre città, le case d’appuntamento, sono affollati da italiane che hanno scelto la prostituzione  come una delle tante occupazioni possibili? Assolutamente no !

L’esercito italiano della prostituzione, le decine di migliaia di donne, molte delle quali solo ragazzine, sono straniere. Povere criste, disperate, trafficate da paesi travolti dalle guerre del nostro tempo. Da conflitti con armi vere e proprie. Dalla orrenda guerra tra economie che immiserisce paesi interi. Sono le stesse che affollano i moderni supermercati del sesso low cost che sono sorti come funghi velenosi in paesi in grandi difficoltà divenuti mete di un turismo del basso ventre degli uomini del mondo ricco. Bottino di guerra di una globalizzazione che, da speranza di allargamento dei diritti umani e diffusione delle ricchezze, si è trasformata in ricchezza per pochi e dolore per i tanti.

Ovunque, poi, si siano tentati esperimenti di regolamentazione di questo odioso mercato di vite umane, ci si è dovuti arrendere all’evidenza che essa resta sempre e solo un inferno di crudeltà e sfruttamento.

Pensare di regolamentare questo orrore, farne fonte di arricchimento lecito, pur di soddisfare cosiddetti bisogni fisiologici degli uomini, è quindi semplicemente un obbrobrio. Desiderio bestiale degli uomini peggiori. Rassicura solo loro, non le donne che ne sono e ne restano vittime.

Non si regolamenta l’ingiustizia, non si può trarre profitto lecito dalla disperazione.

L’ingiustizia si combatte e si deve sconfiggere.

Si deve piuttosto rendere libertà e dignità alle sue vittime.

Altrimenti si consacra come diritto “naturale” l’oppressione e lo sfruttamento.

 

silvestro montanaro

 

 

 

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