La Lega vuole la testa di Roberto Fico

La Lega attacca frontalmente e minaccia Roberto Fico, presidente della Camera,per le sue dichiarazioni sul caso Lodi.
” Pensi a fare il presidente della Camera e non si impicci di politica”. ” Sia super partes”.” Sta facendo come Fini. Farà la stessa fine”.
Roberto Fico aveva semplicemente commentato quello che accade a Lodi e, purtroppo, in altri comuni del nord Italia. Tantissimi bambini, figli di immigrati, sono stati esclusi da servizi fondamentali come la mensa, i libri di testo, lo scuola bus. Si è preteso dai loro genitori che fornissero adeguata documentazione comprovante che non avessero beni e proprietà, conti correnti e rendite finanziarie, nei loro paesi di origine. Altrimenti erano fuori da ogni agevolazione e dovevano pagare il massimo previsto in cambio di quei servizi. Impossibile per famiglie di povera gente e lavoratori.
Fico aveva affermato che tutto ciò era un assurdo e bisognava chiedere scusa, soprattutto ai bambini cui era stato fatto danno e causata inutile sofferenza.
Solo a tragici ignoranti o a spietati razzisti, infatti, poteva venire in testa di chiedere a degli immigrati se fossero ricchi nei loro paesi di origine e chiamar questo rispetto della legge.
Chi viene qui lo fa perché cerca un filo di futuro. Fugge dalla miseria, da paesi in cui manca tutto, alle volte persino l’anagrafe. Come potrebbero procurarsi una documentazione che spesso non esiste, né in positivo, né in negativo? Chi è ricco, poi, non emigra. Resta a casa sua.
Cosa diranno ora i 5 Stelle a fronte di questo becero attacco ad un loro uomo di punta che ha solo difeso la Costituzione del nostro paese che, all’articolo 3, recita che non ci può essere alcuna discriminazione tra chi vive nel nostro paese?
Chineranno ancora una volta la testa permettendo ai nuovi barbari di far scempio dei fondamenti della nostra civiltà?

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1 Response

  1. Aniello DE PADOVA ha detto:

    Purtroppo è sempre più vero che gli immigrati sarebbero veramente ricchi “a casa loro” e che hanno proprietà nei loro paesi di origine. Ma purtroppo non possono goderne perchè costretti a scappare non per motivi economici ma sociali. Perchè nei loro paesi di origine la violenza mette ogni giorno a repentaglio la loro vita e l’instabilità politica il futuro loro e dei loro figli.

    Proprio per questo è assurdo considerare le loro ricchezze nei paesi di origine come parametro per garantire loro servizi a prezzi calmierati qui da noi.

    Loro “sarebbero” ricchi a casa loro ma “sono” poveri qui da noi.

    E siccome le cause di questa assurda situazione sono fortemente intrecciate con i nostri interessi economici il minimo che possiamo fare è alleviare queste loro sofferenze, ma nel frattempo ragionare su come strutturalmente ognuno di noi dovrebbe cambiare il proprio atteggiamento rispetto allo sfruttamente causato dal nostro stile di vita in quei territori. Dovremmo ragionarci ogni volta che mangiamo una banana che non sia FairTrade, o che compriamo un nuovo cellulare fatto con le terre rare del Congo, o l’ennesimo capo di abbigliamento il cui costo è così basso solo perchè realizzato con il lavoro schiavizzato di qualche disperato del sud del mondo: tanto disperato da non potersi permettere di pagare il viaggio della speranza che lo trasformerebbe in un disperatato a casa nostra.

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