La maledizione del lavoro nero

Prima il Presidente della Camera con la collaboratrice domestica della sua compagna, ora un vicepremier con gli operai dell’azienda prima di suo padre e ora sua. Quella del lavoro nero sembra essere la maledizione di questa legislatura e soprattutto dei vertici dei 5 Stelle.

Va ribadito che le responsabilità sono individuali e che addossare a uno le colpe di una moglie o di un padre è solo macchina del fango. Detto ciò, come si è detto più volte in passato per altri leader, possibile che Di Maio non sapesse cosa accadeva nel cortile di casa sua? Possibile che non fosse a conoscenza neanche della causa, ancora in corso, in cui l’ennesimo operaio rivendica giustizia per i torti subiti? Essendo attualmente proprietario dell’azienda al 50% non gli è mai arrivato un avviso della causa in corso? Glielo hanno nascosto? E poi, perché suo padre gli ha ceduto la società? Liberalità paterna o c’è altro, magari problemi di varia natura coperti da un cambio di proprietà?

Se anche venisse fuori che Di maio non era al corrente, non sarebbe bella cosa. Ti fideresti di uno che ha un’azienda di cui non conosce i segreti? Si può aver fiducia di chi fino a ieri di quell’impresa e di suo padre vantava  bontà e correttezza?

Detto questo, nessuno o pochi possono ammantarsi di verginità in questo campo. Il lavoro in nero è una piaga nazionale ed è la regola del nostro sud. Ma non solo.E se si indagasse a fondo sui nostri potenti, ne verrebbero fuori di cotte e di crude…

Dal lavoro nero sono afflitti interi settori economici, dall’edilizia alla ristorazione, alle collaboratrici domestiche.

” Se vuoi fare impresa e rispetti tutte le regole sei destinato al fallimento”. Questa la parola d’ordine usata per  giustificare un fenomeno spaventoso e assassino. Sì, spaventoso e assassino, perché costringere decine di migliaia di giovani a lavorare in nero, ad essere sottopagati, a effettuare straordinari non retribuiti, a mentire a se stessi e allo Stato. Lavoro nero significa distruggere il loro presente e condannarli a un futuro miserabile.

Si dirà che il costo del lavoro in Italia è troppo alto. Vero. Ma intanto c’è un pezzo di paese che fa le vacanze e compra casa sul presente e sul futuro della nostra gioventù. Che non versando contributi, affama la vita di chi subisce questo torto ma anche quella di chi vede la propria pensione eternamente sotto attacco perché i conti dell’Inps non possono reggere una così grande evasione.

Il lavoro nero è una delle principali questioni del nostro paese, un veleno che lo strangola. Un argomento che riguarda la vita di decine di migliaia di nostri giovani. Non può quindi essere menzionato solo quando torna utile a distruggere carriere politiche.

Decida Di Maio di lasciare l’azienda paterna, dica tutto ciò che sa. Se ha mentito, si dimetta.  Se non lo ha fatto,  metta mano, da ministro del lavoro, alla guerra senza quartiere a questo orrore nazionale.

 

silvestro montanaro

 

 

 

 

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: