La mimo e la fotografa cilena “assassinate”. Storia di una notizia non vera

In molti ci hanno scritto chiedendo come mai Raiawadunia non ha dato risalto alla vicenda della mimo e della fotografa cilene “assassinate”. E’ sembrata a molti una mancanza grave di umanità e informazione nei confronti della orribile repressione messa in atto dalle autorità cilene nei confronti della straordinaria rivolta di popolo in Cile.

Bene. abbiamo dato conto, e continueremo a farlo, di ciò che accade in quel paese. Dei grandi eventi e decisioni di una popolazione giustamente in piazza contro la prigione economica, politica e sociale di 30 anni di neoliberismo selvaggio imposto ai cileni. Abbiamo raccontato e stigmatizzato la violenza dei carabineros, che come la polizia federale in Brasile, sono figli di odiose dittature e i cui modi di operare sono rimasti quelli di allora.

Non possiamo, però, raccontare notizie non vere.

La tristissima vicenda di Daniela Carrasco, la mimo cilena che si è raccontato in Italia ( solo in Italia perché in Cile non è stato così ) vittima di torture e stupro da parte delle forze dell’ordine di quel paese, è un falso. Si tratterebbe di suicidio. Ci sarebbe una lettera di commiato ad amici e familiari a testimoniarlo e non esiste alcun referto medico a testimoniare che sul suo povero corpo  ci siano tracce di violenza. Apparentemente, non ci sono. Sono le Abogadas Feministas che seguono il caso pro bono per la famiglia a precisarlo chiedendo rispetto e di attendere l’esito delle indagini.

Ed è un falso la storia di Albertina Martinez Burgo, fotografa, uccisa perché documentava le manifestazioni in corso in Cile.

Albertina lavorava in un canale televisivo dove si occupava di luci. Era una donna timida e schiva ed aveva partecipato ad una sola manifestazione. E’ stata uccisa a casa sua ed è stata lei ad aprire la porta al suo assassino che probabilmente conosceva. Si tratterebbe di un femminicidio, non dell’assassinio della “fotografa del movimento”.

Lo affermano familiari e amici in un documento in cui chiedono giustizia e indagini serrate, ma prendono le distanze da una leggenda metropolitana che non corrisponde al vissuto della povera Albertina e chiedono rispetto e prudenza nel raccontare l’accaduto.

I fatti cileni, la violenza operata nei confronti dei manifestanti, sono gravissimi. Non hanno bisogno di storie manipolate, ma di un racconto onesto dei fatti e delle aspirazioni di quel popolo.

 

silvestro montanaro

 

https://twitter.com/Abofemcl/status/1197997836299833344?s=19&fbclid=IwAR1m4UxnshqnnbLPrDeNDM-qO12DfaY4cEymsv8CoYLEZzwRHNXemmh4SX0

 

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