La Nuova Caledonia resta colonia francese. E non è l’unica….

La Nuova Caledonia, 17.000 chilometri da Parigi e 10 ore di differenza di fuso orario con la Francia, ha votato. I suoi abitanti, a maggioranza, hanno scelto di rimanere coloni francesi.
Situata a circa 1.500 km a est della costa australiana, a sud di Vanuatu, a ovest delle Figi e a nord della Nuova Zelanda, nella zona sud-occidentale dell’Oceano Pacifico, la Caledonia è il quarto produttore mondiale di nickel, quello delle monete da 1 e 2 euro. Che resterà francese…
I Kanachi, cioè la popolazione originaria, sono ridotti a poco più del 39% della popolazione. Il resto degli abitanti è composto dai discendenti dei galeotti che la Francia inviava a scontare la pena da queste parti, da quelli di altri popoli fedeli a Parigii importati in passato e da residenti francesi che hanno scelto queste terre come luogo di business e di turismo.
I Kanachi, inutile dirlo, sono la parte più povera della popolazione, spesso costretta a vivere in orrende bidonville in un arcipelago in cui il costo della vita, spinto dal turismo d’élite verso questo paradiso naturale, è superiore del 35% di quello francese e il 15% del pil è fatto di trasferimenti monetari da Parigi, le paghe dei suoi funzionari pubblici. Le loro istanze indipendentiste sono state ancora una volta sconfitte. Stavolta col voto, in passato col sangue.
Questa vicenda ci ricorda l’assurdo dell’esistenza, ancora oggi, di numerose parti del mondo ufficialmente colonie.
I francesi sono quelli che oggi hanno più colonie: nel Pacifico c’è la Polinesia francese, la Nuova Caledonia e Wallis e Futuna. In Sudamerica c’è la Guiana francese. Nei Caraibi hanno la Martinica, St. Barthélemy e Guadalupe. Nell’America settentrionale, dalle parti di Terranova, St. Pierre e Miquelon. In Africa non hanno colonie ma è di stanza la Legione straniera. Al largo del Madagascar hanno l’isola della Réunion.
Queste le colonie britanniche: Gibilterra, le Bermuda, le Isole Falkland (o Malvine, come le chiamano gli argentini del cui paese dovrebbero far parte), e molti altri puntini sulla mappa del mondo, tra i Caraibi e l’Atlantico meridionale, come le Isole Vergini britanniche, Sant’Elena e Tristan da Cunha.
Gli spagnoli si lamentano dell’enclave inglese nel loro paese (Gibilterra), ma anche loro hanno un paio di enclave nel vicino Marocco (Ceuta e Melilla).
Anche gli Stati Uniti hanno una manciata di colonie, tra cui Portorico, le Samoa americane, Guam, le Isole Vergini americane e la più famigerata di tutte: la baia di Guantanamo.

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