LA NUOVA SINISTRA RIPARTE SOLO SULLE GAMBE DI TUTTI NOI

La marcia della Lega e del suo leader oramai ha un che di trionfale.
Salvini, sempre meno presente al suo posto di lavoro, costante del suo modo di far politica fin dai tempi dell’europarlamento in cui era uno sconosciuto viste le sue assenze, ogni giorno fa un bagno di folla.Il servilismo dell’informazione si piega sempre più alla sua potente macchina di comunicazione e gli fa da trampolino costante. La sua pagina facebook è ormai a 3 milioni e passa di amici. Le sue intemerate vengono condivise ogni volta da decine e persino centinaia di migliaia di persone.
Un grande pezzo d’Italia ha fatto di quest’uomo il suo Messia. Lo chiama il suo “Capitano”, gli perdona e giustifica ogni cosa, anzi lo spinge a osare sempre più. Il destino del governo pentastellato è già segnato. Prima o dopo le elezioni europee Salvini andrà all’incasso, proverà a governare da solo forte di un nuovo accordo con il centrodestra di cui oramai è leader indiscusso.
La cosiddetta sinistra assiste dilaniata dai suoi eterni scontri di potere. Nessuna autocritica da parte del Pd. Il suo orizzonte non si sposta dal chiacchiericcio velenoso per infangare l’avversario anche in termini di vita personale. Continua a far affidamento in una difesa strenua di un’Europa, che per i tanti è sempre più nemica, e delle sue regole che non solo in Italia, ma altrove, sono sempre più vissute come ingiuste e cause della disperazione di strati crescenti di popolazione. Pur avendo sottoscritto sull’immigrazione accordi perdenti a livello europeo e criminali con i gruppi libici, predica un’accoglienza smentita dalla sua passata azione di governo e da una gestione povera di proposta politica e culturale e penalizzante dei quartieri e delle periferie già degradate del centro-sud. Il resto conta sempre meno, ridotto come è a cifre da estinzione.
I processi di globalizzazione hanno sconvolto il tessuto sociale e politico del mondo intero. Una spaventosa riduzione di redditi e libertà ha colpito i lavoratori occidentali, grazie all’uso sapiente delle delocalizzazioni. Lo strapotere del mondo finanziario ha fatto il resto. La grande e infame crisi dei subprime era un’occasione straordinaria per mettere fine a processi e soggetti interessati a un mondo di schiavi finanziari. Nei fatti, dopo tante promesse e belle parole, gli unici a pagarne i costi siamo stati tutti noi, ad ogni angolo del pianeta.
Il senso di impotenza e frustrazione, l’impoverimento generalizzato, la falcidie delle classi medie, la crisi fiscale,voluta e programmata degli stati nazionali, hanno creato un sentimento di disperazione cui solo le destre hanno saputo dare risposta. Una risposta tragica, folle, foriera di nuovi lutti e sofferenze, ma una risposta. La proposta del “prima noi” che rimbomba ad ogni angolo del pianeta annuncia nuovi e terribili conflitti, non solo commerciali, assicura l’invincibilità dei fondi finanziari a fronte di un mondo di piccole e povere patrie, ma intanto soddisfa l’ansia di chi è stato convinto che il suo vero nemico sia l’altro, sia esso uno straniero o un paese concorrente e non chi realmente governa il mondo.
L’unica speranza per affrontare l’avanzata delle destre sovraniste e xenofobe in Italia, in Europa e nel mondo, è fare i conti col deserto di idee e di proposte di sinistra negli ultimi venti anni. E urge farlo quanto prima e senza sconto alcuno.
Siamo noi, tutti noi chiamati a questo compito. Siamo noi, insieme, a dover produrre nuove idee e nuovi leader senza più aspettare che siano altri a farlo.
Se ci sta a cuore questo nostro paese, il suo futuro e la sua cultura più vera, se vogliamo un’Europa finalmente dei popoli e protagonista di pace e giustizia nel mondo, se ancora pensiamo che un altro mondo sia finalmente possibile a patto che al suo centro siano gli interessi di tutte le donne e gli uomini che lo abitano e i grandi valori della fratellanza, della cooperazione, della giustizia per tutti, delle libertà.
Altrimenti sarà barbarie.

silvestro montanaro

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