La ragione e la forza

La Ragione e la Forza si presentarono un giorno davanti al tribunale della Giustizia per risolvere una lite furiosa. La Giustizia si dichiarò in favore della Ragione. La Forza allegò le sue glorie che riempiono la storia e la sua innegabile preponderanza universale in tutte le epoche; ma la Giustizia si mostrò inflessibile.
— I tuoi trionfi, per me, non significano altro che barbarie; sentenzierò in tuo favore solo quando ti troverai in accordo con la Ragione, le disse.
Le due contendenti si ritirarono, ognuna per la sua strada. Durante il cammino, alla Forza capitò di incrociare l’Ipocrisia e si mise a raccontare della disfatta che aveva appena subito.
— Hai dichiarato le tue ambizioni con troppa franchezza, le disse l’Ipocrisia. Se ti fossi vestita degli attributi della tua nemica, il risultato sarebbe stato diverso.
La Forza approfittò del consiglio. Attese che la Ragione si addormentasse o si distraesse, trafugò i suoi paramenti, camuffandosi con questi, e adottando le sue maniere e il suo linguaggio, si presentò alla Giustizia con il suo memoriale alla mano.
— Leggetelo, signora, le disse. Tutto ciò che chiedo è in nome della Patria, dell’Umanità, della Religione.
La Giustizia, che non vede a un palmo dal naso, inforcò gli occhiali, appose il visto sul documento e impresse il sigillo augusto del suo ministero.
La Forza se ne andò a cercare l’Ipocrisia.
— Sei abile, le disse, mi conviene prenderti al mio servizio; ma la viltà ripugnante del tuo aspetto potrebbe compromettermi. È necessario che cambi veste.
L’Ipocrisia andò a casa della Prudenza.
— Vicina, disse, fammi il favore di prestarmi una delle tue vesti, la più decente. Mi sono proposta una lodevole impresa.
La Prudenza mantiene sempre la sua lampada accesa e gode di ottima vista, però l’argomento era stato così ben presentato che restò ingannata. Credette alle buone intenzioni della sua vicina e le affidò una veste da diplomatico.
Da allora, quando la Forza non può realizzare da sola qualche sua impresa, si allea con l’Ipocrisia e riesce quasi sempre a spuntarla.

Adela Zamudio

 

rubrica a cura di Rosella De Troia

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