LA REPUBBLICA DELLE BANANE

Questo nostro povero paese ha bisogno di trovare un suo comune sentire. Urge un accordo tra tutti, al di là di ogni posizione politica, su alcune regole del gioco che devono valere sempre e comunque.
L’Italia deve dire un no definitivo agli imbroglioni, ai ladri, ai chiacchieroni e ai bugiardi nella gestione dell’interesse pubblico.
Quanto accaduto ieri ha Genova è insieme tragedia e umiliazione. Segno di un male profondo che ci accompagna e corrode il paese.
Un ponte costato l’ira di Dio, da sempre in condizioni critiche, necessitato da continue manutenzioni per un costo oramai pari a quelli della sua edificazione, crolla e macella una grande città. Chi lo gestiva ancor ieri, di fronte alla catastrofe e ai tanti morti, di fronte alla notizia che il suo gemello in Sicilia era chiuso da un anno per pericolo di crollo, ha osato affermare che tutto era sotto controllo.  Chi oggi è parte del governo si era opposto alla sostituzione di quest’opera malata con una nuova giurando che quel rottame poteva durare ancora cento anni. Gran parte di queste infrastrutture sul territorio nazionale sono fatiscenti e minacciano nuove tragedie. Un quadro da Repubblica delle Banane.
Basta!
L’interesse pubblico, cioè la vita quotidiana di tutti noi, è stata per troppo tempo territorio di scorreria di ladri, politici corrotti, ciarlatani, affari maleodoranti e privatizzazioni selvagge. Grazie a questo sistema occulto di regole vere, seppur non scritte, siamo divenuti il paese in cui mentre tanti piangono i loro cari vittime delle catastrofi annunciate, alcuni si fregano le mani sentendo odore di nuovo arricchimento. Anche ieri, giurateci.
L’Italia, il suo territorio, vanno bonificati. Per intero. Una grande opera di salvaguardia del territorio e delle sue infrastrutture da strappare immediatamente al groviglio affaristico cui sono stati piegati. Questa necessaria opera di ringiovanimento e riqualificazione del paese la paghino per intero quelli che finora sono ingrassati speculando sul bene comune .
Nello stesso tempo si proceda alla bonifica delle classi dirigenti e dell’anima malata di questo nostro disgraziato paese.
Il nostro vivere, le cose che contano, che qualificano e segnano la vita di tutti noi, vanno restituite a criteri di serietà. Non si può accettare che diritti umani, vaccini, politiche monetarie, ordine pubblico, immigrazione, seguano gli impulsi del chiacchiericcio in rete o al bar e gli appetiti del demagogo interessato di turno. La politica sia costruzione del bene comune, non di fortune personali. Altrimenti, è la fine.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: