La “sinistra” dei padroni

Il sindaco di Gabicce, eletto col Pd, racconta desolato che in riviera, a causa del reddito di cittadinanza, cuochi, bagnini e camerieri stagionali quest’anno sono introvabili. Ragazze e ragazzi prima disponibili, ora preferiscono vivere col reddito di cittadinanza.
” Nessuno vuole più lavorare. Non hanno la cultura del lavoro e dei sacrifici. Questa storia del reddito di cittadinanza sta creando una generazione di fannulloni e parassiti”, sbroccano tanti albergatori della riviera adriatica.
A far loro eco, interviene immediatamente l’onnipresente Matteo Renzi.
“Ci hanno imposto una misura sbagliata economicamente ma soprattutto diseducativa. I grillini pagano la gente per stare a casa anziché per lavorare: che autogol!” Diseducativa? E’ educativo essere sfruttati e malpagati? Il lavoro stagionale è il regno della precarietà e del lavoro nero.
Questo modo desolante di ragionare  spiega in buona parte lo sfacelo elettorale di certa cosiddetta sinistra.Il reddito di cittadinanza è misura certamente discutibile, da sola insufficiente, ma ha il merito di far da argine al lavoro nero. Molti giovani possono oggi rifiutarsi a proposte di lavoro indecenti. A orari disumani, stipendi da fame, nessuna garanzia e tutela contrattuale. Specialmente la gioventù del sud del nostro paese costretta dalla necessità ad accettare ogni orrore.
Se il Pd pensa di rimontare la china con queste posizioni, con il suo criticare l’attuale governo in nome dello spread e delle regole di questa Europa, con l’accettazione nei fatti delle regole del gioco e della vita esistenti, col chiedere sacrifici a chi ne ha fatti già fin troppi, l’avanzata di Salvini diventerà inarrestabile.
Uno dei più grandi poeti del novecento europeo, Friedrich Hölderlin, mentre raccontava la morte di Dio, annunciava la venuta di nuovi dei.
Gli esseri umani hanno naturalmente bisogno di organizzare la propria vita intorno a delle prospettive positive. Hanno, poi, tutta la capacità di sapere che le regole del gioco del nostro tempo non sono tavole divine, ma frutto delle logiche, e degli interessi, degli uomini. Del gioco terribile tra oppressi e oppressori.La sinistra è sempre stata la casa di questi sogni, di queste aspirazioni al cambiamento, delle battaglie per cambiare un mondo in cui gli oppressi avessero speranza e diritto alla vita e gli oppressori venissero messi ai margini.
Cambiare il mondo, con le sue regole di oppressione e sfruttamento, non aggiustarlo e incerottarlo.
Cambiarlo, non provare a rendere digeribile la sua profonda ingiustizia.
Il Pd ha smesso da tempo di essere la casa del cambiamento.

 

Silvestro Montanaro

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