La sinistra è morta. Evviva la sinistra !

Il pianeta ha le convulsioni. Ovunque soffia il vento gelido e fetido della guerra, della forza come unica soluzione ai problemi. Ai propri, tutti gli altri si arrangino. I problemi del mondo, maledettamente comuni,  non interessano quasi a nessuno. Il nuovo Verbo non riesce a vedere oltre i confini che tracciano la separazione di un paese dall’altro in maniera sempre più oscena e ridicola.

Saltano uno dopo l’altro trattati e convenzioni faticosamente costruiti nel tempo. Garantivano un minimo di sicurezza e convivenza civile. La parola è al più forte e alle sue logiche di dominio.

Il nazionalismo riesplode feroce, isterico. E arma nuovi conflitti, possibili e sanguinosissime nuove guerre. Si riaccendono ovunque i vomiti  della supremazia razziale che armano stragi e odio insensato, a premessa di nuove cacce e stermini di chi è diverso. Il mondo sembra aver perso la memoria e si ciba dei veleni di avventurieri senza scrupoli che agitano paure primordiali e insensate. La minaccia dell’invasione, della sostituzione etnica, la fine dell’uomo bianco e della civiltà cristiana. In nome di Dio, del Cristo che si lascia crocifiggere purché trionfi la regola dell’amore per l’altro, si augura e benedice la morte, persino dei bambini se il colore della pelle non è abbastanza pallido.

Il mondo, i suoi abitanti, si sono incrudeliti al punto di ritenere nemico non solo l’ultimo e il diverso, ma persino chi li sostiene. Cristo, oggi, sarebbe crocefisso a furor di popolo.

Siamo giunti a questo delirio dopo un ventennio di crisi infinita. Dopo l’assassinio sociale, perseguito a tavolino, dei ceti medi. dopo un processo, perseguito con crudeltà infinita, di concentrazione delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi. Pochissimi. Ai tantissimi, invece, l’unica scelta consentita è sbranarsi sulle briciole che cadono dalla tavolata gaudente, e sempre più esclusiva, dei signori del mondo.

Il pianeta è sull’orlo del collasso climatico. L’acqua potabile scarseggia in tante aree del mondo. Il mercato delle armi, e quindi la possibilità di nuovi spaventosi conflitti, è in piena espansione. La transizione energetica verso fonti pulite e rinnovabili incontra gli infiniti ostacoli delle lobby finanziarie del petrolio. La povertà più estrema dilaga. La disoccupazione è la realtà di interi continenti e minaccia gli stessi paesi una volta considerati ricchi.

Occorrerebbe uno sguardo lungimirante e rivoluzionario. Un nuovo progetto di società e soluzioni comuni a problemi comuni. Prima che sia troppo tardi. Prima che la barbarie dilaghi e si imponga la terra di nessuno già sperimentata tante volte nella storia dell’umanità.

Occorre speranza. Speranza fondata su idee nuove e soluzioni di giustizia e di pace.

Era il compito della sinistra che invece, quasi ovunque, ha scelto di suicidarsi nella difesa dell’esistente fino a rendersi odiosa persino alla sua gente.

Quella sinistra, ciò che si definiva bugiardamente tale, è morta. Seppelliamola in fretta. E costruiamone una nuova capace di rispondere alle paure che agitano il nostro paese, e il mondo, affermando che l’unico buon senso è la democrazia, il rispetto dell’altro, la faticosa ricerca di soluzioni comuni, la definitiva sconfitta dell’ingiustizia e dei suoi vili e bugiardi signori, la pace come bene primario e unica strada possibile se non si vuol correre verso l’ultimo baratro. La sinistra dei cittadini del mondo capace di sognare a occhi aperti un mondo diverso e migliore.

Difficile? Certo. Ma non impossibile. E comunque vale la pena tentare costruendo, con pazienza ed entusiasmo, una nuova casa comune per chi non si rassegna all’orrore e ha il coraggio di immaginare un nuovo avvenire. Un mondo per tutte e per tutti. Che non lasci nessuno indietro.

Le formiche, quando si mettono d’accordo, spostano l’elefante. Lo afferma un antico proverbio del Burkina Faso, la terra degli “uomini integri”, lo spicchio di mondo in cui ebbe i suoi natali Thomas Sankara, il presidente povero e dei poveri, l’uomo che sfidò i potenti della Terra e i loro egoismi assassini e per questo venne brutalmente trucidato.

Le formiche siamo noi e siamo tanti. Oltre l’immaginabile.

Insieme, se vorremo, abbatteremo i nuovi tiranni. E daremo futuro al mondo.

 

silvestro montanaro

 

 

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