LA TRUFFA SICUREZZA DEI NUOVI BARBARI

Un paese di cui un’importante parte è preda delle mafie, il cui territorio e le cui infrastrutture sono ostili e assassine grazie alla corruzione e alle speculazioni, la cui economia trema sotto i colpi di predoni e un’evasione fiscale da record mondiale, la cui gioventù vive l’orrore della precarietà permanente e il furto di ogni umano futuro, i cui destini sono sempre più minacciati dalle orde di una speculazione finanziaria famelica, vede il suo bisogno di sicurezza ridursi alla guerra senza quartiere allo straniero quasi fosse vero che la colpa di tutti i mali dell’Italia sia per davvero da addebitare all’ondata migratoria, per altro terminata da un anno, che per quattro anni si è abbattuta sulle nostre coste.
Di questa percezione folle e bugiarda di quali siano realmente le minacce alla nostra sicurezza portano in tanti la responsabilità. Certamente chi ha governato fino ad ora e ha gestito il tema immigrazione come peggio non si poteva; sicuramente chi di questi errori ha fatto trampolino di lancio per l’assalto al cielo del potere.
In ogni caso, mai così grande regalo è stato fatto ai grandi responsabili del disastro italiano, mai operazione più potente di nascondimento delle loro colpe passate e attuali. Regnano e continueranno a regnare impuniti. E , quel che è peggio, continueranno a devastare il paese e a scaricare su tutti noi il peso delle loro malefatte.
Il decreto sicurezza, presentato oggi dal ministro degli interni e da una parvenza tristissima di presidente del consiglio,a parte alcune ovvietà, è di una vergogna morale e giuridica senza precedenti. Abiura e disconosce ogni principio di umana solidarietà, spranga le porte e erge un muro d’odio verso un pezzo di mondo in difficoltà, i cui problemi sono stati costruiti dagli stessi criminali che hanno cementificato i nostri. Umilia chi ha perso tutto e lo costringe in enormi campi di detenzione arbitraria. Rende impossibile ogni dignità a chi pensava finalmente di essere sfuggito all’orrore della fame e della guerra. La prigione comunque, qui o in Libia. Lo status di apolide e di soggetto con meno diritti ovunque. Vietata ogni reale integrazione e via libera di fatto ad ogni possibile vessazione. Sì, via libera alle mille forme della più bestiale clandestinità. In nome del “prima gli italiani” e dell’infame bugia di un paese che non vuole più sacrificare alcuna risorsa  allo straniero e non vuole essere complice dei trafficanti, ma che i trafficanti di esseri umani ha trasformato, con i soldi di tutti noi, in carnefici autorizzati.
Ribellarsi a questa truffa è semplicemente un obbligo per chi non vuole mandare il proprio cervello all’ammasso e essere complice di questa brutale criminalizzazione di ogni sentimento di umanità.

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