L’apartheid italiano

E’ oramai evidente anche a un cieco che in Italia è in corso un attacco sistematico ad ogni forma di integrazione. Insieme ad esso marcia un tentativo odioso e pericolosissimo di doppio binario nel campo dei diritti e delle libertà tra cosiddetti italiani e cosiddetti stranieri.
Riace, esemplare nel mondo, viene colpita con l’arresto del suo sindaco e la criminalizzazione di tutto il suo operato. Ogni finanziamento pubblico è sospeso.
Il decreto sicurezza crea due mondi e due diritti. Quello dello straniero è un non diritto.
In molte realtà,poi, si nega il diritto agli sconti per i meno abbienti in campo scolastico. Mense, libri scolastici, scuolabus, asili nido divengono così inaccessibili ai residenti stranieri. Tutto ciò in nome dell’ossequio alla legge che deve essere uguale per tutti. ” Un italiano, per ottenere quei benefici, deve dimostrare di non avere proprietà e altri beni finanziari. Altrimenti quei servizi deve pagarli per intero.Questa regola deve valere per tutti! E’ finita la pacchia!”, il mantra dei sostenitori di questa tesi. Fanno ovviamente finta di non sapere che in molti dei paesi di origine di chi vive e lavora tra noi spesso non esiste neanche l’anagrafe. E poi…ma uno che è ricco a casa sua, perché mai dovrebbe affrontare deserti e mari, la possibile morte, per venire da noi?
La pretesa all’uguaglianza della legge per tutti, sancisce così l’ingiustizia, la più feroce diseguaglianza. Pretendere l’impossibile, è ingiustizia.
In alcune realtà si pretende il rientro nelle strutture di accoglienza entro le 20, creando anche in questo caso, una situazione di duplice diritto. Uno per gli italiani, l’altro per gli stranieri.
Accadimenti casuali,furori locali? No, assolutamente no.
Si sta lentamente rendendo impossibile ogni forma di convivenza.Si vuole affermare ad ogni costo la logica del noi e loro. E loro, in ogni espressione dei promotori di certe iniziative, sono il peggio del mondo. Quelli da cui difendersi, la minaccia quotidiana e futura per la nostra società.
Il ministro della famiglia vede minacciata la nostra identità ( razziale?) dal calo delle nascite tra gli italiani. “Con l’immigrazione si diluiscono le identità e l’omologazione avanza”.
Il ministro degli interni, nel merito dell’arresto di un criminale nativo di un paese africano, ci tiene a far sapere che costui era in Italia regolarmente perché sposato con un’italiana. E commenta: ” Che brava persona questa signora”, indicandola al pubblico disprezzo per il solo aver sposato uno straniero, per giunta di colore.
I loro proseliti, convinti dal bombardamento continuo di falsità in corso, ne replicano il pensiero in un continuo di azioni dal sapore profondamente razzista. Ci si rifiuta a farsi curare o servire da personale di colore. E peggio ancora…
Torna ” l’uomo bianco” nella sua versione peggiore. Il razzismo e l’aparthaid.
La società dell’oppressione e dell’odio

silvestro montanaro

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