L’ARTE CONTRO IL TERRORISMO MAFIOSO

Animata dall’amore per la bellezza e dalla passione civile, una restauratrice fiorentina ha deciso di ricomporre un dipinto del ‘600 disgregato in centinaia di frammenti dalla bomba della mafia del 27 maggio 1993. Nell’attentato sono morte cinque persone e centinaia di opere d’arte sono state danneggiate. Sulla tela dei ‘Giocatori di Carte’ del caravaggesco Bartolomeo Manfredi, dipinta nel 1618, restaurata nel 1970 e dilaniata dall’esplosione, si intessono più traiettorie umane. Attorno ai tasselli del mosaico da ricomporre brulica un affresco di storie accomunate dalla stessa passione civile.

La prima racconta l’impegno di Daniela Lippi, restauratrice. Il lavoro affidato alle sue mani, quasi una cura per un paziente ferito, si nutre di competenza tecnica e tensione morale. La sfida di ricomposizione, oltre a un minuzioso lavoro di indagine con l’ausilio di ricostruzioni digitali e analisi agli infrarossi, si accompagna all’obiettivo di una sua resurrezione simbolica dalle ceneri di 25 anni fa. Una volta restaurata, l’opera sarà insieme documento, monumento e memento, monito della potenza dell’arte di fronte alla volontà distruttrice della mafia.

A questa si accompagna quella di Emiliano Vatteroni, grafico, che collabora con Daniela nell’impresa di acquisizione digitale, mappatura e ricomposizione degli oltre 400 frammenti che per 23 anni sono rimasti nei depositi degli Uffizi. Emiliano era compagno di studi di Dario Capolicchio, perito nell’attentato.

C’è la storia di Maurizio Maleci, operatore video dei vigili del fuoco, che fu il primo a entrare nelle Gallerie degli Uffizi poche ore dopo l’esplosione. Sue sono le immagini, che fecero il giro del mondo, della Torre del Pulci e di via dei Georgofili ancora fumanti, così come sue sono le riprese, effettuate con la flebile luca di una torcia elettrica, dei dipinti, delle opere d’arte e delle Gallerie devastate.

C’è Demetrio Sorace, responsabile dei depositi degli Uffizi, accorso in lacrime a raccogliere i pezzi de ‘I giocatori di carte’ dopo l’esplosione. Quei pezzi, custoditi con amore e cura per vent’anni, sono stati ‘riesumati’ nel 2014, quando Daniela Lippi vide affiorare il frammento di una carta da gioco dalla busta in cui erano conservati: “Da piccola assistevo alle partite di carte di mio padre, amante di briscola e tressette”. La carta, un sei di fiori staccatosi dalla scena di genere rappresentata nel dipinto, fu l’innesco di una curiosità che portò Daniela, con visionaria determinazione, a immaginarne un’ipotesi di recupero e a presentarla all’organizzazione filantropica ‘Friends of Florence’, che ogni due anni premia il restauro di un’opera d’arte.

Poi c’è quella dell’allora direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tòfani, che il giorno dopo la strage, ai suoi collaboratori disse: “Ci sarà da lavorare tanto, senza orari né mansioni”, e in 23 giorni riaprì la Galleria. E quella dell’attuale direttore, Eike Schmidt, sostenitore entusiasta del progetto e della vocazione sociale dell’arte, che ha promesso il ritorno dell’opera alle Gallerie in occasione del venticinquennale dell’attentato, il 27 maggio 2018. “Recuperare ciò che è recuperabile è un modo di onorare la memoria delle vittime – sono le sue parole –. Le ferite visibili del dipinto saranno testimonianza per il presente e per il futuro”.

C’è poi la storia di Firenze, di una comunità intera che si è stretta attorno al suo patrimonio artistico. Il progetto di restauro è infatti sostenuto dall’interesse di tre notabili istituzioni cittadine, che ne hanno lanciato la campagna per il restauro attraverso un crowdfunding: le Gallerie degli Uffizi, il Corriere Fiorentino e Ubi Banca.

Tutto questo è raccontato in un documentario che Luca Galassi, giornalista e regista indipendente, sta realizzando con l’obiettivo di raccontare, attraverso il percorso di ricomposizione del mosaico caravaggesco, gli esempi umani di forza morale, coraggio e volontà che sono nati dalle macerie dell’attentato, con il fine di preservare e documentare la memoria degli eventi, celebrare l’impegno civile della principale istituzione artistico-museale d’Italia e trasmettere alle future generazioni il potente messaggio di speranza, riscatto e dignità che quegli eventi hanno virtuosamente innescato.
Il documentario verrà finanziato con un crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo. Chiunque volesse partecipare alla sua realizzazione e sostenere il progetto può farlo al seguente link: www.igg.me/at/thecare/x.

 

Luca Galassi

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