Le donne. Insieme

È così che dovrebbe succedere.
Dovremmo capirci. Comprenderci e ascoltarci.
Dovremmo prenderci le mani, stringerle e dire: io ci sono.
Dovremmo non giudicarci né condannarci.
Dovremmo sostenerci. Accoglierci.
Essere famiglia anormale.
Dovremmo sentirci.
Amare di noi quello che siamo insieme.
Spingerci oltre l’ordinario e avvistare lo straordinario.
Esserci madri.
Tirarci via dall’amore tiranno.
Regalarci fiori di campo da mettere al centro del tavolo per ricordarci della vita che c’è.
Ripeterci: oggi sei bella, quando ce lo dimentichiamo.
Dovremmo guardarci la pelle morbida e sapere che siamo fatte della stessa pasta.
Farina, acqua e sale.
Dovremmo poter essere madri dei nostri figli, tutti, che la maternità condivisa è meno faticosa.
Dovremmo voltarci e dire: guarda quanta strada abbiamo fatto!
Dovremmo poter ridere, sorridere e piangere a dirotto.
Dovremmo metterci in macchina nelle notti buie per affrontare la paura.
Sorseggiare caffè e dividerci una brioches e dimenticarci di essere a dieta.
Dovremmo dormire sotto una stellata e ricordare i ricordi. Anche quelli dolorosi.
Dovremmo poter essere sponda e faro. Luogo di fuga.
Dovremmo poter depositare segreti e sapere che sono al sicuro.
Dovremmo spingerci quando è ora di andare.
Amarci anche se lontane. Se il tempo è poco. L’orizzonte confuso.
Dovremmo buttare l’ombrello e ballare sotto la pioggia come sappiamo fare insieme.
Dovremmo raccontarci l’amore se ci siamo dimenticate come si fa. Prenderci il viso tra le mani, strizzarci le guance e dirci: dio, quanto ti voglio bene!

Dovremmo svegliarci la mattina e ricordarci che non saremo sole. Comunque vada.

Dovremmo esserci amiche. E tanto.

Penny

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