Le leggi schiaviste di Orban, l’amico ungherese di Salvini

Sesto giorno di proteste contro Viktor Orban , il Salvini dell’Ungheria.

Più di 10mila persone hanno marciato il 16 dicembre 2018 in direzione del Parlamento e del quartier generale della tv di stato, dando vita a una delle più grandi proteste mai realizzate nel paese da quando le nuove normative sul lavoro sono state approvate la scorsa settimana.

La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro la folla per disperdere i manifestanti che si erano radunati vicino alla stazione televisiva.
A guidare la manifestazione, sindacalisti e studenti che si oppongono alla linea politica di Orban e rivendicano maggiori diritti. La manifestazione di domenica è stato soprannominata “Buon Natale primo ministro”.

La mobilitazione di piazza contro il regime di Orban è stata innescata dalla cosiddetta “legge schiavista“, il provvedimento con il quale il governo di Fidesz – che ha fatto per anni della guerra agli immigrati il suo cavallo di battaglia – ha imposto una legge che prevede fino a 400 ore di straordinario in più all’anno per far fronte alla mancanza di manodopera lamentata dalle imprese.

Inoltre, le ore extra potranno essere pagate dopo 3 anni (non più entro un anno come prevedono le norme attuali) e se un lavoratore lascia o perde il lavoro prima del periodo di tre anni, è possibile che non riceverà quanto gli spetta per le ore di straordinario.

Oltre che una legge sulla schiavitù, si tratta anche di un provvedimento contro i sindacati: la norma prevede infatti che le trattative sul lavoro straordinario possano essere condotte direttamente tra dipendenti e aziende, rendendo superflua la contrattazione dei sindacati.

Il salario medio degli operai in Ungheria è uno dei piu bassi dell’Europa. Secondo i dati dell’Istituto di statistica ungherese , il salario medio netto in Ungheria è pari a 649 euro al mese.

Pochi, molto pochi, in particolare se confrontati con un costo della vita che in alcune aree ha raggiunto livelli quasi da “Europa occidentale”.

Uno stipendio medio così basso pone l’Ungheria al terzultimo posto tra i paesi aderenti alla UE, sopra solo a Romania e Bulgaria.

La forte crescita economica ungherese infatti rende evidente ogni giorno di più come alla crescita portentosa del PIL corrisponda non un generale innalzamento del livello di vita della maggioranza della popolazione, ma anzi una divaricazione sociale sempre più marcata tra una fetta di popolazione che può godersi standard di vita “occidentali”, e anche di più, e la maggioranza degli ungheresi che continua a faticare terribilmente per arrivare a fine mese.

 

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