LE NUOVE GUERRE DELLA FAME

La fame ha sempre fatto parte della scena bellica, fin dai conflitti dell’antichità. Anche l’Apocalisse le ha dedicato uno dei suoi quattro cavalieri. È un’arma di guerra di prima grandezza facile da utilizzare, che non lascia tracce e che si adopera silenziosamente. Non parliamo della mancanza di cibo provocata da ogni conflitto, ma della strategia intenzionale di privare il nemico del cibo in modo che finisca per morire.
Sebbene sia un crimine di guerra molto grave, nessuno è mai stato giudicato per questo. Nonostante, sfortunatamente, sia divenuta una pratica molto usata.
In Yemen è l’arma adoperata quotidianamente dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita contro la popolazione assediata. Il mese scorso numerose agenzie umanitarie hanno denunciato che 5,2 milioni di bambini, un’intera generazione, potrebbero morire a causa della mancanza di cibo. La colpa non sono i cattivi raccolti, né la peste, né l’inflazione dei prezzi. Fa parte di un piano per far morire di fame la popolazione. Manuel Sánchez Montero, direttore di Azione contro la fame, ha detto che “è una forma di omicidio che non salta agli onori della cronaca come le armi chimiche o i bombardamenti indiscriminati. Può essere commesso in molti modi. Bombardare le linee di rifornimento di cibo o chiudere le strade con un checkpoint” , afferma.
“A volte si ottiene anche distruggendo raccolti, negozi di alimentari o rubando le piccole riserve di cibo che le famiglie conservano per periodi di difficoltà. O uccidendo il bestiame, impedendo così che possa fornire carne e latte. Oppure avvelenando i pozzi d’acqua”.

Un genocidio senza proiettili

Uno dei grandi maestri della fame indotta è stato Giuseppe Stalin. Negli anni 1932 e 33, durante la collettivizzazione dell’Unione Sovietica, le sue politiche provocarono quello che fu chiamato l ‘”holodomor”, cioè una carestia artificiale che causò la morte di milioni di ucraini. Per molti fu un genocidio che non ebbe bisogno di proiettili, ma solo di una generale carenza di cibo per reprimere le proteste anti-sovietiche. Questo orrore fu denunciato dai nazisti, che usarono a loro volta la fame come potente arma durante l’assedio di Leningrado. In meno di tre anni, da una popolazione di tre milioni di abitanti, la città passò a soli 1,8 milioni. La mancanza di cibo portò la popolazione a nutrirsi di ogni cosa, compresi gatti e ratti. Si verificarono anche atti di cannibalismo e commercio di cadaveri.
Manuel Sánchez Montero ricorda un altro classico della fame come arma di guerra: “Il bombardamento delle code del pane”, una pratica che si riferisce alla guerra siriana, in cui si assediarono interi quartieri la cui popolazione fu lasciata morire di fame. Il caso più famoso fu il campo profughi palestinese di Yarmouk, con 18.000 abitanti, dove l’esercito di Bashar Asad interrompeva tutte le rotte di rifornimento e non permetteva alle Nazioni Unite di distribuire cibo. A Guta, il dittatore ha fatto esattamente la stessa cosa e ha causato centinaia di morti a causa della fame. Attualmente, ci sono 17 territori che rimangono sotto assedio in Siria….
David del Campo, direttore di una sezione operativa di Save the Children, crede che “sono strategie militari in piena forza che non colpiscono militari e terroristi che non hanno problemi a trovare cibo. E’ solo un’arma terribile di pressione sui civili perché con il loro terrore condizionino le scelte delle truppe con loro presenti in quel territorio assediato“.

800 milioni di persone nel mondo hanno fame

Nel 1992, gli aiuti umanitari e il cibo che le Nazioni Unite hanno portato in Somalia per alleviare la carestia sono stati rubati dai signori della guerra e scambiati in altri paesi con forniture di armi. Più di 500.000 persone morirono a causa della mancanza di cibo .Da allora, il paese del Corno d’Africa ha subito diverse carestie causate dalla mano dell’uomo.
Oggi, nel mondo, ci sono 800 milioni di persone che soffrono la fame. Di questi, almeno 500 milioni vivono in zone di conflitto e soffrono di questo tipo di carestia indotta. È un crimine contro il diritto internazionale umanitario ma sfortunatamente, i suoi autori godono di totale impunità perché è un crimine difficile da dimostrare.

La fame non è innocente. Nel Sud Sudan è una decisione politica. Dopo la sanguinosa guerra contro il vicino settentrionale negli anni ’90, i signori della guerra sanno come gestirlo con successo. Chiudono le strade per commerciare per generare penuria e attaccano i convogli umanitari e gli ospedali. Le carestie, dichiarate o meno, si verificano sempre nelle aree dei ribelli antigovernativi. E la fame indotta avanza in tante altre situazioni di guerra: le aree occupate da Boko Haram, i territori tuareg del nord del Mali o le regioni Rohingya che rimangono ancora in Birmania. Poche armi di distruzione di massa sono più letali della fame.

 

di Alberto Rojas per El MUNDO

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