Le squallide speculazioni finanziarie sul vaccino e le cure contro il coronavirus

Pump’n’dump. Ovvero, gonfia le valutazioni di un titolo con notizie più o meno reali e poi vendi, quando il prezzo è andato alle stelle. Roba da Jurassic Park della speculazione, materiale buono per il copione di Wall Street e le battute da festival del cinismo di Gordon Gekko. Eppure, nel mondo della finanza algoritmica e ad alta frequenza, certe pratiche paiono ancora funzionare. E la cosa grave è che il sospetto riguardo questa strategia non proprio ortodossa si sta addensando attorno a un qualcosa che il mondo attende con ansia e speranza: il vaccino contro il Covid-19.

Al centro della disputa la Moderna, azienda bio-farmaceutica che ha monopolizzato la giornata record di inizio settimana alla Borsa Usa, piazzando un netto più 19% rispetto all’ultima chiusura della scorsa settimana a 80 dollari per azione. Il motivo? Ospite di Cnbc, il Ceo dell’azienda, Stephane Bancel, ha dichiarato che il loro vaccino sperimentale, mRNA-1273, ha offerto ottimi riscontri nella fase sperimentale pre-clinica. Bingo!

Questo nonostante, in realtà, i test si siano basati unicamente su due sperimentazioni a basso dosaggio su soli 8 pazienti e che l’unico riscontro reale sia stata la non dannosità per la salute. Poco importa, un mondo attanagliato dalla pandemia amplifica tutto. Wall Street, poi, lo decuplica.

C’è però un problema, come mostra il grafico: nelle contrattazioni after-hours il titolo è sceso in area 77 dollari. Il motivo? Con tempismo degno di un centometrista, il management di Moderna appena chiuse le contrattazioni ha annunciato un’offerta pubblica di titoli per 1,25 miliardi di dollari di controvalore in un range fra i 75 e i 77,50 dollari per azione.

Bloomberg

Morgan Stanley è stata deliziata nell’offrirsi subito come sole book running manager dell’operazione. Insomma, agli occhi dei traders più scafati l’intera mossa è sembrata poco più che un’operazione da piazzista per collocare sul mercato titoli a un +15-20% rispetto all’ultima chiusura.

Forse, è una vendita azionaria promozionale. E non basta.

Perché non solo Stephane Bancel appare come un attivissimo venditore di titoli della sua azienda, stando ai movimenti delle ultime settimane ma questa schermata mostra come anche il top holder di Moderna, la Flagship Pioneering Inc. stia vendendo parecchio.

Bloomberg

Decisamente parecchio. Guarda caso, Bancel sarebbe il controllore anche di quell’azienda.

E non basta ancora. Perché istanti dopo l’annuncio di Moderna, l’intero comparto bio-farmaceutico Usa ne ha seguito l’esempio, annunciando offerte pubbliche di titoli: la Kristal Biotech, la Clovis, la Bellerophon, la Novavax e la Hexo, quest’ultima poco lesta nel cogliere il timingdell’operazione e costretta ad annunciare soltanto il collocamento nel futuro prossimo, senza nemmeno indicare una forchetta di prezzo.

Sarà vera gloria medico-scientifica in nome della salute pubblica e della lotta al “grande male” o solo un’operazione di bassa speculazione sul breve?

Soltanto il tempo offrirà una risposta ai sospetti, per ora questo grafico mostra come il recente precedente del Rendesivir della Gilead, farmaco le cui proprietà anti-virali furono magnificate dal dottor Fauci in persona, spedendo il titolo alle stelle, non deponga a favore dell’iscrizione del 18 maggio come grande giorno per il progresso medico.

Bloomberg/Zerohedge

Infine, la perla.

Come riportato dall’edizione Usa di Business Insider, il neo-designato capo della task force nazionale per la lotta contro il coronavirus, dottor Moceaf Slaoui, non solo era il direttore di Moderna, ruolo abbandonato per poter accedere alla carica offertagli da Donald Trump ma continua a detenere 10 milioni di dollari in stock option dell’azienda, la quale sta ovviamente beneficiando anche di finanziamento federale per la ricerca.

Insomma, un potenziale – e abbastanza eclatante – caso di conflitto di interessi.

Cui vanno ora a unirsi i sospetti di pump’n’dump da parte di Moderna, alla faccia del lockdown, dei cittadini in terapia intensiva e delle migliaia di vittime.

Al netto della caccia alle streghe contro Bill Gates o dei complottismi da quattro soldi, una cosa appare sempre più chiara con il passare dei giorni: non solo la ricerca del vaccino anti-Covid è un business miliardario ma rischia di tramutarsi in una gara senza esclusione di colpi, un rollerball finanziario-scientifico per gente dotata di pochi scrupoli. Ma molto pelo sullo stomaco.

Mauro Bottarelli per BUSINES INSIDER

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