LE VERE CAUSE DELL’EMIGRAZIONE Niger, la maledizione dell’uranio

Sapete cosa è il Niger? No, tanti di voi non lo sanno. Eppure lo conoscono molto bene. Ricordate le immagini dei bambini scheletriti trasmesse dalle televisioni sotto Natale con la richiesta di donazioni per salvar loro la vita? Quelle creature a un passo dalla morte sono per la gran parte figlie e figli del Niger, uno dei paesi più poveri del mondo dove, un anno si, un altro no, una terribile carestia falcia migliaia di vite umane.
Il Niger è l’emblema dell’ingiustizia e della prepotenza che domina i nostri tempi.
Sì, perché il Niger è ricco, anzi ricchissimo. E’ tra i primi produttori mondiali di una materia prima strategica, l’uranio. Questo paese dovrebbe essere una Svizzera africana. Soffre invece il più terribile dei mali, la fame. Perché?
Facciamo un passo indietro. Tutti sappiamo cosa è la Francia. Un paese grande più o meno come l’Italia, privo di materie prime, eppure dotato di un potere enorme. La Francia siede nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dispone del diritto di veto. Se tutto il mondo pensa di affrontare un problema in un certo modo e la Francia dice no, la proposta del mondo intero viene accantonata. Perché tanto potere per un piccolo paese?
La Francia è una potenza nucleare. Il suo sottosuolo, però, non contiene un milligrammo di uranio. Ad alimentare le centrali nucleari e il potere dei francesi è l’uranio del Niger che invece ne è ricchissimo.
Il Niger è stato colonia francese fino al 1960 quando finalmente divenne indipendente. Nelle clausole inflitte dalla madre patria coloniale per concedere quell’indipendenza era però scritto a caratteri cubitali che le materie prime del paese potevano essere commerciate solo con la Francia. L’uranio del Niger è insomma rimasto nelle mani dei francesi. L’Areva, multinazionale dell’energia di Parigi, ne ha praticamente il monopolio. E paga, in cambio di esso, tasse al governo del Niger per appena un 5%, una miseria.
La Francia è così una potenza e il Niger muore di fame.
Ogni volta che un governo nigerino ha provato a chiedere un aumento delle royalties, stranamente nel paese, in cui non c’è una sola fabbrica di armi, è scoppiata una guerra civile o si è verificato un colpo di stato. Al potere sono finiti governanti corrotti amici di Parigi. E l’elemosina pagata dai francesi, il loro controllo sui giacimenti, sono rimasti intatti e uguali nel tempo.

 

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5 Responses

  1. Giuseppe ha detto:

    Ottimo articolo

  2. Bob ha detto:

    Non riesco a capire come ci si iscrive

    • Silvestro Montanaro Silvestro Montanaro ha detto:

      ( Nella pagina iniziale, in alto a destra, basta inserire la propria mail e fare click su ISCRIVITI. Arriverà una mail che ti chiederà di confermare).

  3. francesco gesualdi ha detto:

    #IO NON STO CON SALVINI#
    Basta usare il pretesto degli scafisti per chiudere i nostri porti. La verità è che noi i migranti non li vogliamo. Abbiamo almeno il coraggio di parlare chiaro e di assumerci le nostre responsabilità. Abbiamo saccheggiato l’Africa per secoli, l’abbiamo occupata militarmente, diamo protezione alle multinazionali che continuano a depredarla. Il risultato è disoccupazione, caos e povertà, E dopo averla ridotta in macerie, ora i loro profughi non li vogliamo. Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha dichiarato guerra ai più poveri, mentre vuole abbassare le tasse ai più ricchi che ne hanno sempre pagate poche. Mi terrorizza la superficialità e il qualunquismo che vedo crescere. Mi auguro che ci sia rimasto un barlume di civiltà per capire che quest’emergenza umanitaria non si risolve con la repressione e con le armi, ma con la capacità di soccorso e con la volontà di aggredire le cause economiche e sociali che producono malessere.
    Francesco Gesualdi

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