Lettera a Salvini dal papà di un ragazzo con problemi di salute mentale

Signor ministro,

sono il papà di un ragazzo che ha problemi di salute mentale. Mio figlio, colto e intelligente, subito dopo la laurea, ha iniziato ad avere crisi spaventose. Alternava stati di delirio a momenti di angosciosa depressione. Ha tentato più volte il suicidio. Ha subito tre volte il trattamento sanitario obbligatorio.

La vita del mio ragazzo è divenuta un inferno e con la sua quella della nostra intera famiglia. E abbiamo dovuto affrontare da soli questa immane tragedia.

Lo Stato che lei rappresenta, infatti, lascia sole le famiglie dei sofferenti mentali. Eppure siamo tanti, tantissimi, distrutti umanamente ed economicamente.

Il disturbo mentale è una piaga dei nostri tempi. Le nostre società stressanti e competitive mietono vittime. Ad esse si aggiungono, infinite, quelle delle droghe di recente generazione i cui effetti riempiono quotidianamente i pochi, e oramai al collasso, presidi psichiatrici del nostro paese. Le stesse droghe che lei dovrebbe combattere e invece vengono vendute liberamente ad ogni angolo di strada…

Lei non immagina neanche da lontano la sofferenza del mio ragazzo. Dopo ogni crisi deve ricostruirsi per intero senza alcun supporto in una società che rifiuta la malattia mentale, la bolla di ogni infamia, l’abbandona alle sole famiglie che non sono in grado, mancando ogni competenza, avendo scarse risorse, di potervi far fronte.

Ha idea, signor ministro, di cosa sia richiedere un trattamento sanitario obbligatorio? Credo che per un padre non ci sia decisione più terribile di quella di privare il proprio figliolo, seppur temporaneamente, della propria libertà. Di doverlo guardare negli occhi mentre disperato lo trascinano via…Mi creda, si vorrebbe morire…

Lei è mai entrato in uno di quei reparti? Ha mai trovato il tempo, tra un tramezzino e un cipollato, di respirare quel muro di dolore?

Qualche giorno fa un giovane italiano, non un tunisino come ha detto lei perché aveva la cittadinanza e rievocarne le origini puzza di ulteriore razzismo, ha dato in smanie. Le forze dell’ordine lo hanno legato come un salame e quel ragazzo è morto. E’ stata aperta un’inchiesta che dovrà appurare le ragioni del decesso e se qualcosa sia stata fatta in maniera errata. Una tragedia…Eppure lei ha sentito ancora una volta l’obbligo di schierarsi e di pronunciare parole inaccettabili. ” E che dovevano fare? Offrirgli brioche e cappuccio?”. Ancora una volta ha mostrato la sua inumanità e, mi perdoni, la sua profonda ignoranza del problema.

Le nostre forze dell’ordine non hanno bisogno della sua difesa d’ufficio e del suo abuso nell’indossarne le divise. La loro storia è punteggiata da alcuni errori, ma soprattutto da grande lealtà alla gente del nostro paese. Ricorda? Ninni Cassarà, Dalla Chiesa. Servitori dello stato e degli italiani massacrati dalla mafia mentre lei accetta il baciamano mafioso dei suoi fan.

Le nostre forze dell’ordine hanno bisogno di addestramento, di essere preparate ad affrontare ogni emergenza, anche quella del disagio mentale, non piegate ad essere “sbirri” come piacerebbe a lei. Sa da dove ci arriva la parola sbirro? Erano gli armati prepotenti di padroni prepotenti. Servitori dell’infamia e dell’ingiustizia, non del popolo.

Per tutto questo, la prego, stia zitto e provi vergogna.

Mio figlio, chiunque soffra, ha bisogno di essere trattato umanamente nel momento dell’estremo dolore. Non ha bisogno di cappuccio e brioche, ma di umanità e, magari, di una carezza rassicurante.

Lei non sa carezzare !

 

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