L’India in piazza contro la xenofobia e il razzismo religioso

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Tensione alle stelle in tutta l’India per le manifestazioni indette nel cuore della notte dagli studenti di molte università, in segno di protesta contro le irruzioni della Polizia, nel tardo pomeriggio di domenica, è entrata nel campus dell’Università Jamia Millia Islamia di Delhi, e in quello dell’università gemella di Aligarh, in Uttar Pradesh.

Alcune migliaia di persone si sono radunate verso la mezzanotte a Delhi, davanti al quartiere generale della Polizia protestando per ore davanti ai cancelli contro la violenza usata dagli agenti nell’irruzione al campus.

A Mumbai migliaia di studenti di due università – la IIT e la ISC – hanno organizzato marce di mezzanotte: proteste in segno di solidarietà con la Jamia Millia anche a Hyderabad, Bengaluru, e in varie città del Tamil Nadu.

Una grande manifestazione contro la legge sulla cittadinanza, promossa dal Trinamool Congress Party, il partito della governatrice del West Bengala Mamata Banerjee, si tiene oggi a Kolkata.

Il Parlamento indiano ha approvato una legge che concede la cittadinanza a migranti di diversi Paesi purché non siano musulmani. Il testo, destinato ad alimentare la rabbia manifesta della comunità musulmana, è stato approvato con 125 voti a favore e 105 contrari e adesso andrà alla firma presidenziale. “Un giorno storico per l’India e per i valori di solidarietà e fratellanza della nostra nazione”, ha twittato il premier, Narendra Modi, nazionalista, che sembra voler gettare benzina sul fuoco delle polemiche. L’agenda di Modi sembra, secondo diverse Ong e la minoranza musulmana, voler mettere ai margini della società ben 200 milioni di persone dando vita a quella che Derek ÒBrien, deputato dell’opposizione, ha indicato come “analogia inquietante” con le leggi naziste varate negli anni Trenta contro gli ebrei in Germania.

Una grande manifestazione contro la legge sulla cittadinanza, la Caa

Una grande manifestazione contro la legge sulla cittadinanza, la Caa – Ansa

Ieri, a Delhi, a seguito di violenti scontri con manifestanti sulle strade, che protestavano contro la recente legge sulla cittadinanza, che penalizza i musulmani, la polizia ha invaso il campus della Jamia Millia Islamia University, picchiando i guardiani. Gli agenti hanno picchiato ragazzi e ragazze con i manganelli, lanciato gas lacrimogeni, distrutto la biblioteca e la moschea in cui era in corso una preghiera e arrestato 35 studenti. Najma Aktar, vice rettore del campus, parlando alla stampa, ha condannato l’azione della polizia e ha annunciato che l’Università chiederà un’indagine ad alto livello sul suo operato.

 

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