L’italietta brutta e triste di Di Maio e Salvini

Una persona va considerata innocente fino a prova contraria, fino a processo concluso. E’ un principio base del diritto umano, delle democrazie, della nostra Costituzione. Un principio quotidianamente calpestato nel nostro paese.
Marcello De Vito, capogruppo 5 Stelle al Comune di Roma è stato arrestato per sospetta corruzione.Luigi Di Maio, in barba alle regole interne del suo movimento che prevedono l’azione e il giudizio dei probiviri, regole che ancora una volta si dimostrano valere meno di zero, lo espelle. Avrebbe potuto sospenderlo. Ha preferito emettere subito la sentenza per puro, e cinico, calcolo elettorale. Barbarie pura!
Nelle stesse ore, lo stesso personaggio, il vero braccio destro di Salvini, ordina ai suoi di salvare dal processo, per i fatti della Diciotti, il leader della Lega e ministro ombra degli Interni. E minaccia l’espulsione per chi osasse non farlo. I magistrati non avranno diritto di giudicare se in quella evenienza siano stati commessi crimini. Ha già deciso il tribunale di sempre, quello della politica che decide cosa sia giusto solo in base ai suoi opportunismi. Che squallore!
Il sedicente Ministro degli Interni, poi, in fuga dal processo e dalla legalità valida per ogni cittadino, leader di un partito che ha frodato 49 milioni agli italiani, pronto a revocare la scorta a Roberto Saviano, da sempre al lavoro per distruggere la credibilità di un simbolo della lotta alle mafie, invoca l’arresto dell’equipaggio della Mare Jonio. Anche lui ha già fatto il processo ed emesso la sentenza. In barba ad ogni legge e criterio di giustizia, pretende la prigione per chi, rispettando le leggi internazionali cui tutti devono essere sottoposti, ha solo salvato vite e aiutato a fuggire dai campi di concentramento libici chi ne era vittima. Senza vergogna!

 

Silvestro Montanaro

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