Lo “statista” Di Maio

Ricordate?
” Dovrebbero ringraziarci. Siamo l’unico argine al dilagare della destra”.
” Luigi Di Maio è uno straordinario politico. Uno statista”,
Parola di Beppe Grillo.Ne avesse azzeccata una…
La Lega è entrata nel governo con un 17%. Se ora decidesse di forzare i tempi, e andare alla mietitura del raccolto, raddoppierebbe, se non di più, i suoi voti. I sondaggi le danno una maggioranza quasi assoluta al Nord ed un sonante 22% al sud.
Va anche detto che questa Lega, il suo incontrastato duce, ha incrementato in questi mesi di governo il suo linguaggio più estremo. I post di Salvini si concludono quasi sempre con slogan che richiamano il ventennio fascista.
Salvini ha usato questo governo come trampolino di lancio. Ne è stato insieme ministro degli interni, portavoce, premier in pectore. E’ lui a presenziare ad ogni appuntamento pubblico che conti. Gli altri, tutti oscuri comprimari.
In questi mesi la sua macchina di propaganda ha potuto spargere indisturbata ogni tipo di veleno. La regia interessata dei vari Bannon, di un certo mondo di lobby finanziarie che punta al tracollo dell’Europa, che vuole divorarne i risparmi, ha fatto della Lega e di Salvini il vero leader della estrema destra europea e di un progetto di piccole patrie e piccole monete. La preda perfetta degli speculatori.
Tanto è stato possibile certo per l’assenza di una qualsiasi opposizione. Il Pd non lo è, anzi è altra ragione di quanto avviene.
Poi per la rinuncia al proprio dovere da parte di chi avrebbe dovuto proteggerci dalla spaventosa valanga di notizie false che quotidianamente inonda i nostri media.Dal silenzio degli intellettuali. Fatto sta che a Salvini ogni cosa è permessa, compreso citare come un bravo cittadino un uomo invece collegato alle cosche. E non cancellare, chiedendo scusa, quell’ignobile post. Un ministro degli interni che usa persino le mafie per giustificare le sue tesi non si era mai visto. E mette paura oltre che disgusto.
La responsabilità più grande di questa situazione va però addebitata al “grande politico”, allo “statista” di cui parlava vacuamente Grillo.
Sono le scelte politiche di Di Maio, i suoi silenzi, le sue coperture e difese ad oltranza, i suoi continui ammiccamenti al linguaggio leghista, le sue minacce all’informazione e a ogni espressione critica, la sua paura di perdere il tram di questo governo, ad aver consentito questo diluvio della peggior xenofobia, dell’odio, della denigrazione sistematica degli avversari, del linciaggio delle libertà e dei diritti.
E’ lui che ha svenduto parti importanti del programma dei 5 Stelle e che li sta portando ad una sonora sconfitta, sia in Europa che in Italia. Poco male, se a essere sconfitto fosse solo il Movimento 5 Stelle. Ce ne faremmo una ragione.

Purtroppo la vera sconfitta sarà l’Italia e la sua civiltà.

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