LO STUPRO QUOTIDIANO DEI NOSTRI FIGLI

Giorni fa ero in una scuola media inferiore a Verona. Ripeto, inferiore.
Con le terze classi si discuteva del grande tema della fame nel mondo, compreso il crescere del turismo sessuale ai danni di chi è in miseria, anche i bambini.
Alla fine, quando tutti erano andati via, mi si è avvicinata una ragazzina. 13 anni, più o meno l’età di mia figlia.
“ Grazie!”, mi ha detto. Le ho chiesto perché…Mi ha risposto chinando la testa e tremando come una foglia mentre due enormi lacrime le solcavano il volto.
“ Quelli che vanno con le ragazzine povere, poi tornano a casa e fanno le stesse cose con le ragazzine di qui….E quello che fa più male è che sono quelli da cui non ti aspetteresti mai certe cose…”.
Era stata violentata. Un amico di famiglia. 13 anni, una di noi. Segnata per sempre.
E’ un fenomeno orribile, in grande crescita. Mi accadono tanti di questi incontri, di queste rivelazioni. Di anno in anno sono sempre più. Ora anche una ragazzina, una come mia figlia…
Le statistiche del fenomeno sono povere e impressionanti. Numeri grandi, ma solo numeri spia visto che questa tragedia tarda a emergere. Troppa vergogna, poco ascolto, nessuna vera politica di ascolto di quel che accade nelle pieghe della nostra società.
Di certi temi si parla poco e male. Episodi di cronaca, di brutta cronaca. Sporadicamente si urla al “mostro”, ma ragionare, intervenire, prevenire è discorso di pochi.
I “mostri” non esistono. Esiste gente normale. Il vicino di casa, un familiare, il collega di lavoro di papà, quello della palestra, un prete. Quelli da cui non te lo aspetteresti mai e che invece fanno a pezzi corpi e anime. Grazie al colpevole silenzio su questa tragedia. Grazie al nostro cinico pensare che si tratti di casi isolati e che il turismo sessuale, in fondo, allontana da noi certi orrori e fa vittime tra ragazzini di altri mondi lontani. Anche quelli sono figli, figli nostri. Milioni di povere creature nelle mani di un’orda famelica di uomini di ogni età, di ogni ceto sociale,che su di loro fanno esperienza.
Poi, ritornano a casa….

 

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