Lo ” stupro” social della volontaria rapita in Kenia

” Se l’è cercata…”.
E’ sempre così quando una donna subisce violenza. In fondo è colpa sua.
Troppo bella, troppo spiritosa, troppo conturbante. In questo caso troppo innamorata. E Silvia Romano innamorata lo è per davvero. Degli ultimi che sente come propri fratelli.
Anche questo in questi nostri tempi grigi è una colpa. Il web ne ribolle…
«Ennesima oca giuliva, poteva stare a casa e aiutare gli italiani».
«Quanto ci costerà farla tornare a casa sua per sempre ma con obbligo di dimora e firma!».
«Lasciatela li, se è li che è voluta andare».
” Smanie d’altruismo da ragazzina viziata ! ”
“Bloccare i pagamenti dei riscatti: far morire un buonista per educarne cento”.
«Speriamo che tutti i buonisti pro clandestini facciano la stessa fine»
«Ma che brava. Una in meno in Italia»
«Nessuno vuole pagare un riscatto per una come te».
…e tanto peggio ancora in un crescendo di volgarità su di una nostra ragazza colpevole solo di avere un cuore grande, aperto, senza confini la cui vita ora è in pericolo..
Gran parte di questa gentaglia che esprime questi luridi commenti fa parte dell’orda che si è fatta protagonista della grande crociata in difesa dell’identità europea, del cristianesimo assalito da un’inesistente invasione islamica delle nostre terre.
Identitari da operetta come i loro leader, baciapile in pubblico e squallidi in privato.
Liquame che innalza la croce di Cristo ma nega il suo più vero comandamento. ” Ama il prossimo tuo come te stesso”.
Quel prossimo non è solo il tuo vicino di casa, ma soprattutto chi soffre e patisce l’ingiustizia, in qualsiasi angolo del mondo.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di assistere i tanti poveri di casa nostra. Poi di incontrare quelli di tutto il mondo. Fratelli e sorelle, senza distinzione alcuna. Senza un prima, senza un poi.
In tutti loro ho ritrovato, nonostante la mia fragile fede, le sembianze del Cristo. In tutti loro il volto dell’umanità ferita e offesa. Da tutti loro ho avuto in regalo cosa sia per davvero la giustizia, la pace, l’essere uomini.
Voi che avete rinunciato ad esserlo, che avete reso i vostri cuori di pietra, che nell’altro vedete stupidamente sempre un nemico, che sognate le guerre che vi vengono imposte da ultimi contro gli ultimi, lasciate in pace Silvia se non siete in grado di capire il valore del suo servire gli altri. Abbiate rispetto della voglia di amare di tanti ragazzi e tante ragazze, di tanta gente di ogni età, che ancora oggi sa e vuole amare e ci onora nel mondo.
Fili di amicizia e fratellanza di cui tutti abbiamo disperato bisogno prima del baratro di odio che voi chiamate paradiso.

 

silvestro montanaro

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