L’uomo che non deve lavorare mai…

Il fatto a ben vedere è curioso: il ministro dell’ Interno Matteo Salvini è ovunque, tranne che al ministero dell’ Interno. In tv, alla radio, su Internet, a fare comizi nei piccoli Comuni, in missione all’ Estero, al Senato, a Palazzo Chigi, nella sede della Lega, alle sagre di paese e alle feste della polizia. L’ uomo che sta costruendo la sua fortuna politica sull’ attività del Viminale – meno sbarchi, taglio dei costi dell’ accoglienza, sicurezza – non è mai al Viminale.

L’ agenda
Prendiamo una settimana tipo del ministro, quella dal 5 al 12 novembre. Lunedì mattina Salvini parte per il Ghana. L’ obiettivo è strappare un accordo per i rimpatri. Sarebbe un risultato spendibile per l’ attività di ministro, ma il viaggio si traduce per lo più in uno spot personale.

Salvini si imbarca per Accra attorno alle 9 di mattina, nelle seguenti 24 ore pubblica su Facebook le foto con l’ omologo Ambrose Dery e poi col presidente Nana Akkufo-Addo. Il bilancio è magrolino: un patto generico per il sostegno italiano allo sviluppo “a casa loro” e in particolare un progetto sul territorio per 800 lavoratori ghanesi. Sui rimpatri, come si diceva una volta, zero carbonella.
Il giorno dopo, martedì 6 novembre, dovrebbe essere quello dell’ approvazione al Senato del decreto Sicurezza.

Il Capitano ha in programma di sbarcare a Palazzo Madama subito dopo le intenzioni di voto e festeggiare la sua legge bandiera. L’ approvazione però slitta: i 5Stelle sono furiosi per la melina leghista sulla prescrizione e prendono tempo. Salvini arriva alle 19 a Roma e punta dritto verso la sala stampa. Non fa una piega.

A chi gli chiede se è previsto un vertice con Conte e Di Maio, risponde che lui quella sera ha un appuntamento con la Champions League. La mattina successiva – mercoledì 7 – è ancora in Parlamento: stavolta si vota e Salvini può esultare.

Poi scappa al Viminale – finalmente – per un’ altra delle sue battaglie: il taglio dei costi dell’ accoglienza (i famosi 35 euro al giorno per ogni migrante). Il lavoro sul dossier è stato svolto dalla prefetta Gerarda Pantalone, al tavolo con l’ Anac siede Nicola Molteni e Salvini arriva direttamente per la conferenza stampa: “È una giornata storica”, dice. Poi va in tv da Barbara D’ Urso (ore 17, Pomeriggio 5) e Lilli Gruber (ore 18, registrazione di Otto e mezzo).

Giovedì 8 novembre è il giorno del vertice dell’ ennesimo disgelo con Conte, Di Maio e Bonafede: li vede alle 8:30 di mattina. Poi alle 10 scappa a fare il ministro dell’ Interno: deve presiedere il comitato nazionale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. Alle 17 riceve il ministro dell’ Interno libico Fathi Bashaaga.

Sono le ultime due attività al Viminale della sua settimana. La mattina dopo – venerdì 9 novembre – è all’ Auditorium di Roma per la presentazione di un docufilm sul cyberbullismo, #Cuoriconnessi 2. Nel pomeriggio si presenta all’ Università Lumsa per un convegno sulle sette esoteriche e pseudoreligiose.

Il sesto giorno il Capitano si riposa: la mattina è insolitamente out of business per “impegni privati”, nel pomeriggio vola a Milano per Eicma, la fiera della motocicletta. Ci torna anche la mattina successiva, quella dello show con il tele-biker Vittorio Brumotti: Salvini si stende supino per terra, il centauro zompetta in sella sfiorandogli l’ osso del collo. Infine, alle 17, è l’ ospite d’ onore della seconda giornata della scuola di formazione politica della Lega.

La squadra

Allargando il periodo osservato, il risultato non cambia. Dal 2 giugno Salvini è vicepremier, senatore, segretario di partito, performer politico di alto livello e – nei ritagli di tempo – ministro dell’ Interno. Al Viminale c’ è una macchina che lavora al posto suo. Quella tecnica dei prefetti incaricati e quella diabolica della sua propaganda (la “Bestia” allevata dai soci Luca Morisi e Andrea Paganella e l’ infaticabile portavoce Matteo Pandini). Il Capitano che si racconta in servizio permanente del popolo italiano, è soprattutto in campagna elettorale. Quella sì, permanente.

I numeri

Per comodità qui si considerano solo gli ultimi 35 giorni: da sabato 13 ottobre a sabato 17 novembre. Poco più di un mese, 5 settimane esatte, durante le quali Salvini ha girato l’ Italia e il mondo con energie apparentemente illimitate. I viaggi: in questo periodo Salvini ha visitato 34 Comuni italiani e ha compiuto 4 missioni all’ estero (mezza giornata in Romania, uno o due giorni in Qatar, Russia e Ghana).

La campagna elettorale: complici le elezioni regionali in Trentino, Salvini ha tenuto 23 comizi in altrettante piazze nelle province di Trento e Bolzano. I vertici: Salvini è stato impegnato a Palazzo Chigi in Consigli dei ministri e incontri informali di governo in almeno 9 occasioni. Ai quali va aggiunta una cena “riparatoria” con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio il 23 ottobre.

I media: senza contare le singole interviste trasmesse da tg e talk show, il capo della Lega è stato protagonista di 6 trasmissioni televisive e 2 radiofoniche, tanto in Rai quanto in Mediaset. I convegni: il ministro ha incontrato 8 realtà produttive.

Nell’ ordine: Confimi industria a Monza, i costruttori edili e Unindustria a Roma, Confindustria Russia a Mosca, Coldiretti a Cernobbio, il Forum economico euroasiatico a Verona, Confitarma, gli artigiani del Cna a Milano.

Negli stessi giorni il Capitano ha dato spettacolo alla fiera dei cavalli di Verona (con selfie e video putiniano in sella a un corsiero nero) e a quella delle moto di Rho (Milano). Ha presenziato a due lezioni della scuola politica del suo partito. Ha visitato i Comuni alluvionati di Mestre, Belluno e Terracina.

Si è fatto vedere nel quartiere romano di San Lorenzo dopo la morte di Desirée Mariottini e all’ aeroporto di Pratica di Mare per accogliere i migranti del suo primo corridoio umanitario. Ha partecipato all’ inaugurazione dell’ anno accademico della Scuola superiore di Polizia e alla presentazione del calendario della Polizia di Stato.

Tutto questo – forse il dato più impressionante – in un mese in cui la temperatura politica nella maggioranza è salita a livelli mai sperimentati: negli ultimi 35 giorni i gialloverdi hanno rischiato il collasso sul decreto fiscale e sulla “manina” leghista che ha inserito il condono, si sono scontrati sulla riforma della prescrizione, sul decreto Sicurezza, sulle grandi opere e sui termovalorizzatori.

E sempre in queste settimane, per non farsi mancare niente, il ministro ha dovuto archiviare la sua lunga storia d’ amore con Elisa Isoardi (con annuncio Instagram di lei e foto del Capitano desnudo). Tutto il resto – poco, molto poco – è Viminale.

 

Tommaso Rodano per IL FATTO QUOTIDIANO

 

Segnalazioni: rubrica a cura di Sergio Falcone

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