Magari fossimo come la Svezia. L’ennesima bufala di Salvini e del TG2

Stoccolma confina ad est con Addis Abeba, a nord con Tripoli, a sud con Il Cairo e a ovest con Baghdad. A Stoccolma, dove fa caldo anche a gennaio, se vi avventurate in un quartiere che si chiama Mogadiscio, perché occupato dai vicini eritrei, e vi comportate da europeo, magari vi vestite anche con abiti di foggia occidentale e, per soprammercato, mostrate al collo una croce, e magari vi fate accompagnare da una donna con gonna troppo sopra al ginocchio, rischiate di incorrere nella dura legge della Shari’a. Potrete ricevere scudisciate in pubblico, tanto che le adultere svedesi e i colleghi maschi, se amici dell’alcol, si tengono lontani da quel quartiere e da tanti altri della periferia della Capitale svedese, oramai completamente islamizzati.

Lo dice il Tg2, il telegiornale della tv di Stato italiana. E il ministro dell’Interno della Repubblica italiana, rilanciando sui social network il video, comunica a noi connazionali: “Vogliamo fare la fine della Svezia? Vogliamo realizzare l’Eurabia?”. Giammai! Allora votate come sapete. L’ambasciata della Svezia ha purtroppo dovuto rettificare il servizio spiegando al direttore del Tg2 e alla sua giornalista che ha curato il reportage, che in Svezia la legge vale per tutti. Magari qui da noi non è così, ma da loro sì. Che la polizia va ovunque, che i quartieri a rischio esistono, come esistono in tutte le metropoli di tutto il mondo occidentale e orientale.

Invece quella foto, quella semplice foto, avrebbe dovuto far scattare un divieto assoluto a qualunque salto di carriera e far gridare allo scandalo tutto il Parlamento (grillini inclusi, oh yes). Ma siamo collusi, prevalentemente collusi, e perciò nessuno ha gridato, nessuno ha protestato, tranne flebili e isolate voci. Purtroppo siamo anche ignoranti, e perciò Salvini si è potuto permettere quel: “Vogliamo fare la fine della Svezia?”. Lui è consapevole che molti dei suoi elettori non sanno dove sia la Svezia, non ne conoscono il benessere economico, il grado di civiltà, lo stile di vita. Contando sull’ignoranza, rilancia quella che viene comunemente definita una fake news.

di Antonello Caporale per il FATTO QUOTIDIANO

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