Messico: orrore senza fine. Scoperto un cimitero clandestino con 14.000 vittime dei narcos

In Occidente, la scomparsa di una persona di solito monopolizza l’attenzione dei media per settimane. In Messico, dove infuria la guerra tra i cartelli dei narcos, la stessa situazione, purtroppo, è diventata così quotidiana che devono essere le stesse famiglie a tentare, da sole, di ritrovare i propri cari, tra detriti, spazzatura, le minacce dei mafiosi e la passività delle autorità. Sono nate centinaia di associazioni tutte dedite alla ricerca dei loro familiari scomparsi. Una di loro, il Collettivo Solecito di Veracruz, ha fatto la più terribile delle scoperte.

Tutto cominciò  il 10 maggio 2016, quando i membri di Solecito si sono concentrati nel centro di Veracruz per protestare, in occasione della festa della mamma, contro l’indifferenza delle autorità pubbliche rispetto alla tragedia dei loro parenti scomparsi nel nulla. E una madre ricevette un terribile dono da un uomo che l’avvicinò e poi fuggì via. Una mappa  che indicava diversi luoghi in cui, presumibilmente, i criminali avevano lasciato resti umani. Seguendo queste indicazioni, i membri di Solecito hanno trovato, in un luogo noto come Colinas de Santa Fe, la più grande tomba clandestina scoperta fino ad oggi nel continente sudamericano. Oltre 14.000 resti di esseri umani distribuiti in 125 fosse.

 

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