Mia figlia aspetta i quadri. Si salvi chi può…

Lei aspetta i quadri.
Ieri sera è arrivata, dopo essere uscita fino a tardi e ha iniziato a frignare.
“Te lo dico: se mi rimandano di due materie mi chiudo in camera e non esco più.😳. Non vado al mio compleanno”.
“Dove?” ( Che non la facciamo nemmeno una festa).
“Dalla zia. Festeggiate voi, io non vengo “.
Io e sua sorella con gli occhi sbarrati. Immobili, coricate nel divano letto. Mettiamo in pausa la tv,
“Se ti rimandano di due materie, supererai come fanno tutti”.
“No, io mi chiudo in camera” risponde e piange.
“Ma, non puoi aspettare domani? Piangi domani. Oggi goditela ancora un po’” dico con il dito pronto sul telecomando.
Niente. Frigna.
“Stavamo vedendo un film” le dice sua sorella.
“Se mi rimandano non è giusto”.
“Vero” rispondiamo entrambe, intanto contraddirla non serve a niente.
“Giurami che mi rimanderanno solo di una!”.
“Io non ti giuro niente”.
E piange.
“In fondo mi mancano solo gli scritti”.
“Sì tesoro, ma di greco e latino e sai, non fai ragioneria, ma il classico!”.
“Non ci posso pensare. Mi merito la promozione. È ingiusto. Saranno tutti promossi, a parte me”.
“Smettila, sai quante cose ingiuste ti capiteranno nella vita? Sai che le cose ingiuste che mi sono capitate, sono quelle in cui sono cresciuta di più?”.
E piange. Meglio: frigna.
“Ora basta”, le dico provando a recuperare ancora qualche ora “ci penserai domani”.
“Sì, però, domani ci guardi tu sul registro. Io non ce la faccio”.
“Va bene” le ho detto, ovviamente, non sa che ho perso le credenziali per entrare🤦🏻‍♀️qualcosa mi inventerò.
“Non chiuderò occhio” dice frignando e andando, finalmente, in camera sua.
Io e sua sorella ci siamo guardate, le ho detto:” Che Dio ce la mandi buona!”.
“Sappi che se la rimandano, emigro dalla nonna”.
Vediamo finire il film, la piccola va in camera.
“Controlla un po’ se dorme” le dico. Dopo un po’, lei torna
e mi comunica:”russa!”.😳
A me sale l’agitazione. Non riesco a chiudere occhio. Mi sono addormentata alle tre. 🙄
Ora sono sveglia, doppio caffè, e sto cercando di recuperare ‘ste credenziali.
So già come finirà la mia mattinata. Perderò dieci anni di vita.
Quando parlo di egoismo, alcuni proprio non capiscono, che per una donna, l’egoismo è una speranza vana. E se riusciamo, a volte, a rubarne anche solo un briciolo e a pensare a noi, va bene così, perché per il resto del tempo, la cura degli altri, dei figli è, spesso, tutta sulle nostre spalle. Quella emotiva, soprattutto. Ma non solo.
Ecco. Ieri sera c’ero io. Oggi ci sono io. E quando dico che scappo, lo dico, lo desidero, a volte, e non me ne vergogno. Ma non posso. Non voglio.
Ho promesso. Una promessa tacita. Silenziosa.
Resto.
Da qui non mi muovo.
Loro lo sanno.
Io pure.
Nonostante ciò continuo a rivendicare il mio bisogno di “egoismo”.
E non smetterò.

Penny, una madre egoista.

 

 

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