MIA FIGLIA HA PAURA

Mia figlia ha paura.
Da un po’ di giorni, se vede la mamma uscire, abbandona le sue cose e corre ad accompagnarla. Non vuole che esca da sola perché il colore della pelle della sua mamma da più sul nero che sul bianco e questo , oggi come oggi, è pericoloso. Con la sua piccola presenza, pensa di difenderla.
Mia figlia non è vittima di una cattiva informazione che, secondo alcuni, per finalità politiche, esaspererebbe fenomeni di intolleranza che sempre ci sarebbero stati. Conosce fin da piccolissima l’orrore della discriminazione razziale.
“ La tua mamma è nera”, le diceva qualche amichetto all’asilo per prenderla in giro. “ Si, la mia mamma è nera ed è molto bella. Il suo colore è uno dei colori preferiti di Dio”, rispondeva e si tornava a giocare.
Poi, tutto è cambiato. Nell’ultimo anno lo stupore per la differenza si è tramutato in odio e violenza.
Mia figlia non è una secchiona. E’ solo una ragazzina piena di vita e interessi che a scuola è sempre andata bene. Questo le è sempre costato un po’ di velenosa invidia, pazienza.
Quest’anno, invece, l’invidia è divenuta assalto, violenza e razzismo.
“ Tua madre è una sporca negra. E’ una puttana come tutte le negre. Ha sposato tuo padre solo per soldi perché i negri sono tutti poveri”.
Se l’è sentito dire per tutto l’anno scolastico ad ogni suo piccolo successo e non è più stato possibile far finta di niente e tornare ad essere amici. Si è chiusa in se, ha pochi amici e sogna di andar via, in qualsiasi altrove.
L’ignoranza di un tempo si è mescolata con i mille luoghi comuni di una campagna d’odio che ha fatto, di chiunque abbia un colore di pelle diverso, uno straniero, un nemico.
E’ questo straniero che condanna alla crisi il nostro paese, che rovina il suo territorio, ruba il lavoro ai giovani, mette in crisi i nostri servizi. Non ho memoria che prima dell’ondata migratoria il nostro paese fosse un Eden e regnassero piena occupazione e servizi d’eccellenza.
La mamma di mia figlia non è un’immigrata africana. Viene dal sudamerica e da tempo è cittadina italiana. Poco importa. La sua pelle è scura e ciò autorizza tanti a mancarle del minimo rispetto. A lei nei negozi, a differenza delle altre clienti, si da sempre del tu. Con lei ogni approccio maschile è immediatamente brutale. Sportelli di auto che si aprono….” Forza, sali…Quanto vuoi…”. Sì, perché gli uomini neri sono nemici e criminali, le donne nere, tutte prostitute in cerca di clienti.
L’Italia non è un paese razzista. Almeno, non lo è ancora. L’Italia è vittima di un’accoglienza mal gestita e di flussi migratori provocati da chi in Italia e altrove semina l’Africa di ogni ingiustizia e guerra per rubarne le risorse. L’Italia è vittima di governanti, ieri e oggi, incapaci e incolti, che  hanno trasformato la loro incapacità di affrontare seriamente i problemi del paese e del mondo in orrida guerra tra poveri. E oggi minimizzano, prendendosi gioco delle paure di mia figlia.
In Italia sempre più persone vivono nella paura.
Tanti italiani, cui è stato raccontato l’abecedario di ogni stupidità, tremano a causa di progetti di islamizzazione e meticciamento delle nostre società, inventati di sana pianta e senza alcun riscontro reale, da gente senza scrupoli e avida di potere, da vecchi arnesi di un nazifascismo che non vuole morire. Tanti altri, collassati dalla crisi, palpitano di rabbia verso l’invasore nero che negherebbe loro lavoro e dignità. I social sono pieni del loro livore trasformatosi oramai in odio senza fine. “ Affogateli tutti! Sparare ai barconi! Negri di merda!”. Pronti a giustificare le loro bravate e la loro violenza sventolando i crimini di alcuni immigrati come identità unica e uniforme di tutti gli immigrati di colore.
Vivono nella paura i tanti, da tempo cittadini italiani, parte integrante della nostra economia e società, sottoposti al quotidiano “ tornate a casa vostra” e peggio ancora. E quelli che privi di ogni status, in attesa che si dia risposta alle loro domande di asilo, sottoposti ad ogni angheria senza potersi difendere.
Occorre una risposta a questo clima di assurdo terrore prima che sia troppo tardi.
Una risposta paziente, fatta di verità, spiegazioni, umanità, contro le menzogne dei signori della paura, dei ministri della paura.
Nero deve tornare a essere solo uno dei colori dell’universo. Mia figlia ha diritto a vivere a testa alta e sorridere alla vita.

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2 Responses

  1. Giuseppe Tadolini ha detto:

    Caro Silvestro, non ho capito se il racconto sia autobiografico.
    In ogni caso tutta la solidarietà e la vicinanza. D’altronde con il tuo lavoro offri speranza alle bambine come quella di cui parli.

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