Missione compiuta. Grazie Carola. Non ti lasceremo sola !

” Vogliamo vedere le manette! “, “Vergogna”, ” Strega”.

C’era un branco di sciacalli, questa notte, sul molo di Lampedusa, con alla testa una ex senatrice della Lega, mentre agenti della Guardia di Finanza portavano via Carola Rackete, la giovanissima capitana della Sea Watch.

Dopo avere atteso invano per due lunghissime settimane che i potenti d’Europa e di Italia decidessero cosa fare della sua nave e del suo prezioso carico umano, vista la insostenibilità della situazione a bordo, stanotte Carola ha deciso di forzare il blocco navale e ha portato in salvo la sua gente. Il suo equipaggio e i 40 migranti che aveva strappato alla morte in mare. Come avrebbe fatto qualsiasi comandante di nave al suo posto. La legge del mare, la più civile e antica, mette al primo posto le persone. La loro salvezza, la loro dignità.

Una dignità offesa più volte. Sbeffeggiata, insultata, perseguitata. I 43 migranti avevano da tempo chi si sarebbe fatto carico di loro. C’era l’impegno, a spese proprie, della Chiesa Cattolica, di altre chiese. Più paesi europei avevano dato disponibilità a ospitarli. Ma non li si faceva sbarcare. Nel porto di Lampedusa sono arrivati barchini e barchette con 200 migranti e gli si è concesso lo sbarco. A tutti, meno che a quelli della Sea Watch. Una buffonata, un’esibizione muscolare crudele e inutile. Con un solo scopo, per altro dichiarato. Arrestare Carola, spalancare per lei le porte di un’italica prigione. Infatti appena la hanno arrestata, è stato consentito lo sbarco di quei disgraziati, di quegli esseri umani per i quali valeva la pena rischiare persino la propria libertà.

Hanno voluto colpire la solidarietà, renderla crimine.

Le menti tortuose e bugiarde che guidano certa politica italiana avevano questo scopo. Più inchieste hanno mostrato che chi salva vite in mare non ha alcun rapporto con i trafficanti. Quelle menti insane hanno continuato a chiamare Carola trafficante. Il ministro degli esteri, buon ultimo, riconosce che la Libia non è un porto sicuro, ma per quelle menti malate Carola doveva riportare i suoi naufraghi in Libia. Le leggi internazionali e del mare prevedono che si cerchi il porto più sicuro e più vicino dove sbarcare i naufraghi, ma si pretendeva che Carola se li portasse a casa, in Olanda, in Germania. Uno spettacolo indegno, da birreria malfamata, con cori da stadio contro la “sbruffoncella” che non rispettava i confini della provincialissima Italia. Era lei il nemico degli italiani. Lei e quelle 43 persone. Non le mafie, non l’economia che va a rotoli, non la corruzione, non la disoccupazione stellare.

Hanno voluto colpire una donna.

Una giovane donna rea di essere libera e fiera. Di non aver paura di uomini prepotenti. Preparata e capace di tener loro testa. Un’offesa inaccettabile per loro. Una strega, così da sempre chiamano le donne che non si sottomettono, da mettere al rogo.

Missione compiuta, Carola. Grazie. Hai salvato la tua gente. Hai salvato tutti noi. Non ti lasceremo sola.

La tua battaglia è la nostra. Innanzitutto le vite umane. Innanzitutto la dignità degli esseri umani. Tutti, perché poco importa il colore della pelle o il Dio che si invoca. Perché la stessa crudeltà che si adopera oggi contro l’altro, il disperato che viene da lontano, se non ci battiamo, verrà usata contro i nostri disperati quando proveranno a chiedere quello che è diritto di tutte le donne e gli uomini della Terra.

Vivere, non sopravvivere!

 

silvestro montanaro

 

 

 

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