Morire per la Libia? Mai !

http://carlinhoutopia.wixsite.com/carlinho-utopia/libia-libera---2012

C’era una volta un paese ricchissimo: la Libia.

Ci lavoravano 2.500.000 immigrati subsahariani che guadagnavano circa 700 dollari al mese, cioè salari che nei loro paesi d’origine erano un sogno ad occhi aperti.

A quella Libia alcuni potenti del mondo fecero guerra. La chiamarono “intervento umanitario”.

Il paese e la sua economia furono distrutti. Il potere finì nelle mani di bande di assassini e trafficanti di esseri umani. Sorsero mille prigioni dove, dopo torture atroci, vennero sterminati 100.000 libici accusati di essere stati sostenitori di Gheddafi. In realtà si trattava di sequestri di persona utili a far bottino dei beni di quei poveracci.

Le stesse bande che operarono questi massacri dettero vita, poi, al business degli immigrati. Sequestrati, torturati, stuprati e uccisi. Le loro famiglie ricattate. Se volevano che i loro congiunti avessero salva la vita, dovevano pagare. E solo pagando si poteva tornare a casa o provare a cercar fortuna in Europa.

Queste bande di assassini e trafficanti furono armate e sono protette da paesi del nostro mondo cosiddetto civile. Ognuno ha le sue bande e attraverso di esse tenta di conquistare il potere sulle immense risorse libiche. Ad alcune di queste bande di assassini abbiamo cinicamente consegnato la gestione del problema immigrazione. Purché difendessero i nostri interessi energetici in quel paese.

Una guerra senza fine, un paese in preda al terrore che qualcuno ha vergognosamente definito “porto sicuro” e dove qualche altro vorrebbe mandare nostri soldati in nome degli interessi strategici dell’Italia.

Questo mio reportage del 2012 raccontava gli inizi di questo orrore

silvestro montanaro

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